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17
Mar 17

Caro Corsera, impietoso il confronto tra Roma e la Napoli di oggi

Interessante spunto di riflessione di un lettore del Corriere della Sera che invia, alla Rubrica epistolare tenuta da Paolo Conti, la seguente missiva, mettendo a confronto Roma e Napoli:

Caro Conti,

da qualche anno il confronto tra Roma e Napoli vede quest’ultima prevalere su ordine, pulizia, decoro, iniziative per migliorare la città e lotta al degrado. Roma ricorda sempre più la New York degli anni 80, col degrado fatto a sistema o la Napoli di una decina di anni fa immersa nella monnezza. Napoli oggi è ordinata, il centro è in gran parte pedonalizzato (pedonalizzazione vera, non quella nominale del centro di Roma), decorosa. La metropolitana è un fiore all’occhiello, curata, pulita, quasi ci si dimentica di essere in Italia. I graffiti sono assenti sia sulla struttura sia nei vagoni. Bellissimo il lungomare, anch’esso in gran parte pedonalizzato dal sindaco De Magistris e molto frequentato dalla città che prima lo ha criticato e adesso non potrebbe più farne a meno. Il confronto con il lungotevere o il lungomare di Ostia è impietoso. Come disse Joyce, Roma sembra un tizio che vive esibendo ai viaggiatori il cadavere della propria nonna. Un cadavere che ultimamente inizia a puzzare. L’augurio è che Roma possa cambiare passo e riprendere il suo posto tra le città più belle del mondo.

Andrea Zurechn


15
Gen 17

A Napoli si cammina più che a Roma e Milano

Molto interessante questo grafico che mette a confronto le maggiori metropoli europee in materia di mobilità urbana.

A Napoli, per gli spostamenti, si usa la bicicletta più che a Roma e Madrid (certo la percentuale è bassa rispetto a metropoli come Berlino) e, soprattutto, si cammina molto più che a Roma e Milano.

La scarsa diffusione del mezzo pubblico, invece, spinge all’uso dell’auto.

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17
Dic 16

Mentre “altrove” avvisi di garanzia e arresti, a Napoli #unpopoloincammino contro la camorra

State tranquilli, questa notizia non l’ha data alcun telegiornale. Perché la Napoli “pulita” non fa notizia e non è funzionale. Neppure quella che manifesta contro la camorra.

Da Identità Insorgenti:

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foto Identità Insorgenti

Mentre i fedeli al Duomo invocavano San Gennaro che oggi non ha concesso il prodigio, a poche centinaia di metri, piazza Dante, centinaia di persone scendevano in piazza con altri preti, quelli dei quartieri Sanità e Forcella, uniti sotto il nome di Un Popolo in Cammino. Una marcia contro le camorre dai alcuni di quei quartieri che ne sono più infestati, quelle di cui non sentirete parlare dai Saviano, dai Santoro, o dalla stampa nazionale.

La racconta così Ivo Poggiani, presidente della 3 Municipalità, proprio quella che include la Sanità: “Un tranquillo venerdì di dicembre:

MILANO: Il sindaco Sala si autosospende perché coinvolto nell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta relativa ai maxi-appalti di Expo, il colossale grande evento che tenne in ostaggio la città lo scorso anno, senza alcun beneficio per i cittadini, ma solo come grande vetrina e fonte di profitto dei soliti noti.

ROMA: arrestato per corruzione, Marra, già uomo di punta del potere della Capitale durante il governo Alemanno e difeso a spada tratta dal sindaco a 5 stelle Virginia Raggi.

NAPOLI: migliaia di persone sfilano in corteo per denunciare la connivenza tra camorra, malapolitica ed imprenditoria, per chiedere che la violenza nei quartieri di periferia si interrompa e per ottenere giustizia e verità per tutte le vittime, dai morti innocenti che si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato a tutti coloro che si sono ammalati perché la camorra ha smaltito nel loro territorio i residui industriali delle imprese, anche e soprattutto di quelle settentrionali.

A volte le coincidenze servono a descrivere in modo straordinariamente efficace la realtà. Mentre la politica nazionale (tutta, inclusa la presunta rivoluzione dei 5 stelle) è al tracollo, presa tra la gestione di affari colossali, le inchieste, gli interesi di bottega, nella nostra città abbiamo deciso che non siamo più disposti ad aspettare.
A Napoli da tempo esiste qualcuno che non ci sta più e che alza la voce, in strada, nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni.
Hanno provato a ricattarci, a toglierci risorse, a chiederci di inginocchiarci ai poteri forti. Ma a Napoli non siamo più disponibili.

Oggi Napoli è il più grande laboratorio di democrazia del paese: i razzisti e i leghisti che si sono affannati per rimandare un’immagine degradata della città, farebbero bene a prendere appunti.
Adelante!”

A noi piace aggiungere che forse è questo il miracolo di oggi, una comunità che si ritrova in piazza contro la camorra. Una comunità che prova a riprendersi i territori lordati dalla criminalità organizzata e a lanciare un segnale esterno che non sia la consueta narrazione tossica della città. Una Napoli che rialza la testa e che dimostra di saper marciare a testa alta.

30
Set 16

“Scenni che te sfonno”: succede in pieno giorno a Roma (Video)

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Ecco il video di Piazza Pulita che mostra l’aggressione avvenuta in pieno giorno da una sua cronista che indagava in materia di rifiuti e (presunti) illeciti collegati allo smaltimento.

“E’ incredibile – scrive il giornalista – che in pieno pomeriggio, nella capitale d’Italia, un giornalista che svolge il suo mestiere possa per questo subire un’aggressione. Questa città è vittima di illegalità capillare, alla luce del giorno. Chiediamo alle istituzioni, dal governo al sindaco Virginia Raggi di affrontare il tema della sicurezza, della legalità e dell’ambiente al più presto. Stasera a Piazzapulita – LA7 documenteremo l’aggressione con la nostra giornalista e le nostre immagini. La nostra inchiesta andrà avanti”.“

 

 

 


31
Mar 16

Pure Cantone ammette: mi sento più sicuro a Napoli che a Roma

  
Sconcerto tra i terroristi dell’informazione della domenica pomeriggio (e anche nel comitato elettorale di Lettieri).

 Il magistrato Raffaele Cantone, a capo dell’autorità anti corruzione, ammette : mi sento più sicuro a Napoli che a Roma.

L’intervista è stata rilasciata nel corso del programma Storie Vere, in onda su Rai Uno.

Cantone ha poi aggiunto: «Una professoressa di una scuola del Nord un giorno mi chiese come facessi a uscire a Napoli. Era un insegnante, una persona di cultura, che pensava fosse Beirut. Anche noi abbiamo fatto un eccesso di allarmismo. Non credo che Scampia sia più pericolosa del Bronx»


23
Ago 15

Pino Aprile: Roma, la situazione è grave non seria

Alcuni interessanti spunti di riflessione di pino Aprile sulle vicende di Roma:

Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha inviato la sua relazione al ministro dell’Interno sulla vicenda del funerale del capo della comunità rom della Capitale, Vittorio Casamonica. Ora sì che abbiamo la certezza che niente di serio, ma molto di grave succederà. Anche perché il peggio è già presente:

1 – Solitamente, quando accadono cose del genere, salta il prefetto; qui, invece, è il prefetto che fa le pagelle. E apprendiamo che “la Prefettura non sapeva niente”. E chi glielo doveva dire, Totti? E se la Prefettura del Prefetto riesce a non sapere niente di una famiglia che forse dovrebbe essere una delle più controllate della città, cos’altro gli resta: partecipare alle cene ufficiali?

2 – Gabrielli è il prefetto che a L’Aquila e si distinse per l’epica vittoria contro il popolo delle carriole che voleva riaprire il centro storico; mentre i terremotati era trattati da reclusi, nei campi, non potendo organizzarsi, incontrare giornalisti, modello “Qui non si fa politica”, e quando gli aquilani andarono a manifestare a Roma vennero massacrati a colpi di randello?

3 – È lo stesso che era vice di Bertolaso, capo della Protezione civile, poi finito nei noti guai giudiziari; mentre a L’Aquila non ci si accorgeva di nulla circa appalti, case costate come il Grand Hotel e che cadono a pezzi?

4 – È lo stesso che, da capo della Protezione civile, disse che i terremotati emiliani erano bravi («Hanno reagito meglio») e quelli abruzzesi no, sorvolando pure sul fatto che per aiutare i primi (7 morti, 5mila sfollati) furono poste sul prezzo dei carburanti accise quattro volte maggiori che per i secondi (309 morti, 80mila sfollati)?

5 – E il ministro che riceve il rapporto di Gabrielli è il vice ambasciatore del Kazakistan, Angelino Alfano, facente funzione in assenza del titolare, l’ambasciatore del Kazakistan, che dal suo ufficio al Viminale dette ordini alle norme forze di polizia, per far prelevare e portare nel suo Paese una donna e sua figlia? Per molto meno, nei Paesi decenti, un ministro non si dimette, si chiude in convento di clausura per il resto della sua imbarazzante (per la comunità) vita. Da noi esaminerà il rapporto del prefetto Gabrielli. Siamo in ottime mani.

6 – E il capo del governo è quello che non può chiedere ad Alfano di andarsene, perché se no, un minuto dopo se ne devono andare lui e, al seguito, la sua fatua comitiva e l’ultimo spegne la luce?

7 – Le autorità competenti sono quelle che si accorgono dopo un giorno, leggendo i giornali, che un elicottero ha violato a bassa quota lo spazio aereo della Capitale, spargendo (per fortuna, solo) petali di rosa sulle pattuglie di polizia, carabinieri e vigili urbani che erano al corteo funebre, si spera per monitorarne i partecipanti, così come si fa, nei Paesi seri, a certi funerali?

8 – E il prete è quello che si è giustificato dicendo che la Curia non gli aveva detto niente? E glielo deve dire la Curia chi sono i Casamonica? E gli ha detto la Curia di far addobbare il tempio con gigan-foto dell’estinto e pannello volante dello stesso appeso sull’ingresso? Va bene che questa è la città in cui il boss del più potente clan criminale di sempre (per ora) è stato sepolto in chiesa con i santi, però…

9 – A occhio, finisce che dopo la licenza “temporaneamente” sospesa al pilota dell’elicottero, il cocchiere sarà denunciato alla protezione animali, perché aveva la frusta, i cavalli per inquinamento dovuto alle deiezioni incontrollate… Ops, scusate, ultim’ora: il cocchiere si è dato latitante con i suoi destrieri e galoppa forsennatamente per passare la frontiera, diretto verso un Paese qualsiasi, ma serio. Il suo nome è stato inserito nella lista dei 30 più pericolosi latitanti, dei quali già con il ministro Maroni se ne erano catturati 326 e altri 483 con Alfano.

10 – Dice: ma che fai la butti in vacca? E perché ti sembra una cosa seria?


05
Mag 15

In vendita online il borsello antiscippo per visitare Roma

Bizzarro l’annuncio comparso su Ebay Annunci e Kijiji che pubblicizza un borsello antiscippo per visitare Roma.

Questo il testo:

Cerchiamo Agenti, Rappresentanti per vendere nella Città di Roma il Borsello Nascosto, Hidden Bag. L’anno del Giubileo inizierà tra poco tempo, giungeranno a Roma milioni di pellegrini e turisti con l’aumento di borseggi e scippi agli stessi. Abbiamo la possibilità di fornire un prodotto che possa prevenire il borseggio e lo scippo. Si può vendere negli alberghi, pensioni, b&b, ristoranti, negozi souvenir, o dove il turista/pellegrino si trova. Alte provvigioni, chiamare per colloquio. Se volete notizie più dettagliate, su facebook cercate hidden bag borsello nascosto.

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Seguono le immagini del prodotto e l’indirizzo del sito dove poter acquistare il borsello:

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Come vedete l’indotto dell’arruobbo e dello scippo a Roma crea pure posti di lavoro…


26
Mar 15

Crozza, ecco le immagini che hanno turbato il Papa. Ma non era Napoli…

Adoro gli incipit televisivi di Crozza e la sua ironia.Anche quando ha rivelato l’altra sera che Bergoglio, spaventato nella sua visita a Napoli, avrebbe chiesto se durante il tour avessero messo al posto delle ruote della papa mobile, quattro mattoni.

Tutto a posto Maurì, ero distante qualche centinaio di metri dalla scena ed ho assistito anche io al dialogo. Il cardinale ha rassicurato il Papa che era tutto in ordine e  lo ha invitato a rilassarsi, era a Napoli,  “guarda meno le foto che pubblica il blog “Roma Fa Schifo, Francè!”. Ormai pure il pericolo delle suore era scampato e di lì a poco qualcuno gli avrebbe offerto una pizza a portar via.

Sono forse queste le foto, scattate a Roma, che hanno turbato il Papa?:

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foto di romafaschifo

 

PS: ovviamente è un post ironico, ma le foto sono state realmente scattate a Roma e pubblicate dall’ottimo blog “Roma Fa Schifo”. Come vedete certi episodi sono patrimonio comune di tutta la penisola…

 

 


23
Dic 14

Il nepotismo secondo #MafiaCapitale

foto “Il Fatto Quotidiano”

Dice, non era un “sistema”, nonostante tutte le infiltrazioni, le ramificazioni e le minacce che poneva in essere. Dice no, le amministrazioni erano sane e non infiltrate. Come se un sistema del genere, quello messo su da Mafia Capitale fosse esente dal nepotismo tanto caro alla burocrazia italiana.

Insomma anche i mafiosi capitolini “tengono famiglia”. Così si scopre, ad esempio, che la sorella di Carminati lavorava in una fondazione del senatore Quagliariello :

Il 18 maggio scorso Massimo Carminati, il Nero di Mafia Capitale, telefona al titolare di Unibar, Giuseppe Ietto. E – intercettato come sempre- gli passa la sorella Micaela, che sta cercando lavoro. Lei spiega: “Mah… Io adesso sto lavorando, ma credo che a fine maggio finisco. Finisco, ma sono tanti anni che sto lì, a una fondazione- Magna Carta, quella di Quagliariello. Capito? E solo che ormai il lavoro c’è poco e che di conseguenza, insomma…”E in effetti il segretario Ncd Gaetano Quagliariello pochi giorni dopo chiude il rapporto con Micaela Carminati, che per anni aveva lavorato in segreteria alla sua fondazione con uno stipendio di circa 950 euro al mese. Lei trova subito lavoro all’Unibar di Ietto, dove si occupa di relazioni esterne.(Franco Bechis)

 

E la sorella di un altro protagonista della vicenda? Anch’ella impiegata, al Ministero dei Beni Culturali (s

La signora Buzzi, a via del Collegio romano, ci sta da un’eternità: iniziata la carriera nel 1977, dal 2012 è direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. Sebbene non risulti indagata, la donna si ritrova menzionata nelle carte dell’indagine. Il suo nome, infatti, appare nell’informativa dei Ros, dove si dà conto di un’intercettazione dalla quale emergerebbe un’episodio di raccomandazione: per favorire la figlia Irene Turchetti in un maxi-concorso bandito dal Comune di Roma per trecento posti di ispettore amministrativo, la Buzzi avrebbe – per tramite del fratello – fatto arrivare un orologio di gran lusso (cinquemila euro di valore) in regalo ad Angelo Scozzafava, all’epoca dirigente dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma e componente della commissione esaminatrice.

Ma è nel periodo tra il 1996 e il 2001 che la carriera della Buzzi fa un salto di qualità, prima come reggente della formazione alla direzione del personale e poi con la nomina al coordinamento di tutti gli uffici con compiti gestionali del ministero inclusa la rappresentanza presso la commissione Ue.

 

La sorella di Buzzi però precisa e smentisce:

vorrei ricordare, come si evince dal mio curriculum, che la mia carriera nel Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo non subisce «un salto di qualità» nel periodo Veltroni-Melandri, ma attraverso un percorso costante e continuativo che inizia nel 1977 e attraverso il superamento di vari concorsi interni ed esterni nella carriera di concetto prima, direttiva poi e infine dirigenziale, raggiunge i gradini più alti dell’amministrazione dei beni culturali.

Il gradino più alto di direttore generale lo raggiungo però soltanto nel 2004, quando il ministro Giuliano Urbani, in base all’attività lavorativa da me svolta, mi nomina direttore generale.

Smentisco inoltre ancora una volta e categoricamente sia a livello personale che nella qualità di direttore generale del MiBACT di aver avuto contatti o rapporti con le attività svolte direttamente o indirettamente dalle cooperative di Salvatore Buzzi o altri soggetti coinvolti a qualsiasi titolo nella vicenda giudiziaria.

*Direttore generale MiBACT

 

Nel dubbio, io Ministro Franceschini l’ha rimossa dall’incarico.

A margine di tutta questa vicenda un classico episodio di cronaca e nepotismo all’italiana, con un dirigente del Ministero che telefona al fratello (amico e secondo l’accusa sòdale di Carminati) per raccomandare la figlia. Mentre ai “giovani” e non più giovani si continua a raccontare la favola del “cambio verso”, della meritocrazia, tricche tracche e bottammuro…l’Italia resta la stessa, in default morale dalla sua fondazione.

L’emigrazione è anche figlia di casi come questo che riguardano assunzioni e incardinamento nella pubblica amministrazione, non solo gare ed appalti pubblici.


04
Dic 14

Suggestive provocazioni a margine di #MafiaCapitale

Solo poche e provocatorie suggestioni a margine del nuovo Romanzo Criminale capitolino. Senza alcuna intenzione esaustiva o didascalica.

  • Da anni da questo blog scrivo che ormai le mafie sono diventati fenomeni tipici ed autoctoni, ricevendo sempre il solito rimbrotto che in realtà è un fenomeno importato dai meridionali, anche quando i capoccia e chi si serve dei loro servigi sono tutti indigeni (terroni free). Volendo fare una piccola e superficiale analisi storica, giusto a titolo informativo, ci sarebbe da dire che pure al Sud la mafia fu importata. Dai francesi o dagli spagnoli secondo i miti e le leggende dell’epopea mafiosa. Insomma il problema “sociologioco”, “culturale” e di “mentalità” non è solo del Sud che pure ha sviluppato gli anticorpi per affrontarlo (Pignatone, Cantone, Gratteri docunt), fatevene una ragione, prendetene atto.
  • Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano, nel 2011 il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro rassicurava: “A Roma solo piccole bande, non vera mala. Roma non è Napoli”. Cos’altro aggiungere? Imbarazzante.
  • Tra gli indagati di Mafiopoli capitolina c’è anche Daniele Ozzimo, Assessore alle Politiche abitative e del Lavoro del Comune di Roma. Fermo restando il garantismo e l’innocenza presunta fino al terzo grado di giudizio, il nome ed il volto dell’Assessore non mi era nuovo. Dove lo avevo visto? Bingo! Ospite semifisso della trasmissione della domenica “L’Arena” di Giletti. Si, si, la stessa trasmissione in cui quasi ogni domenica ci si eleva a censori del malcostume quasi sempre meridionale. Si, Si, la stessa trasmissione dove si premette sempre “attenzione succede ovunque” ma poi il servizio riguarda sempre un falso invalido siciliano, il sermone educativo si sviluppa su un finto medico calabrese, il tremendo j’accuse contro l’ultras di Scampia e via dicendo. Insomma la trasmissione dalla trave nell’occhio proprio. E mo’ chi invita Giletti? Eh, la Nemesi…