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18
Dic 14

L’ipotesi di Kotiomkin: Salvini ha affondato il rublo?

10857760_908930652485348_7015964236904423094_nL’ipotesi non è nuova e di certo troverebbe un precedente in Alex Salmon che, in occasione del fallito referendum per l’indipendenza, quando lo vide indossare una maglietta che univa la croce di San Giorgio con la bandiera scozzese, fece gli scongiuri. La notizia fu riportata lo scorso settembre da Aldo Grasso sul Corriere della Sera.

Ora è Kotiomkin (una pagina di satira tra le più seguite) a lanciare l’allarme, pubblicando la foto di Salvini a Mosca, lo scorso mese, lanciando lo stesso allarme del primo ministro.

Come si dice tra i vicoli di Partenope: ma marcass nu poc a peste? Nel dubbio ci lasciamo andare ad abbondanti gesti apotropaici. Non è vero ma ci credo.


15
Dic 14

Salvini: fenomenologia del leader del centro destra creato in tv

foto tratta da Metronews

Siamo passati nel giro di pochissimo tempo dal Salvini su youtube che rutta e intona cori contro i napoletani, al Salvini che fa la pizza e posta la foto sui social network, al Salvini “Che Guevara”, al Salvini che balla con la Le Pen e diventa per una precisa scelta della comunicazione e dei media (forse pure a sua insaputa) il leader del centro destra da contrapporre a Renzi. Utile anche perchè pesca nell’elettorato grillino e nel Movimento 5 Stelle che viene di fatto depotenziato.

L’imprimatur per il leader della felpa personalizzata è sicuramente arrivato dopo la benedizione di Berlusconi: Salvini è il nostro goleador. Amen.

Nel deserto della destra, la lega diventa con una perfetta operazione di maquillage, un partito di destra, di quella destra populista che raccoglie il voto di protesta, degli scontenti, dei bufalari da internet che attribuiscono agli immigrati (e prima ai meridionali) l’origine di ogni male.

Si parla di ricette? Tac, Salvini sforna la pizza. Si parla di calcio? Salvini alla trasmissione sui mondiali. A qualsiasi ora del giorno e della notte te lo trovi davanti. Che se ancora ci fosse stato “Colpo Grosso” ce lo saremmo sorbito pure là, dopo “Porta a Porta”. “Cin cin cin cin, ricoprimi di baci”. Meno male o ci avrebbero devastato pure qualsiasi timida ed acerba aspirazione onanista.

Qualcuno si sta divertendo a segnalare tutte le comparsate del buon Matteo verde e chiede perchè sia ovunque. Ed io ovunque rispondo allo stesso modo: non è un caso, ma una precisa scelta volta a creare un antagonista di comodo (o davvero credete che Salvini possa vincere le elezioni? Un progetto sull’Italia ” e si, un attimo, da qualche parte ho i foglietti…”) che faccia vincere le elezioni a quell’altro Matteo e alla sua große koalition in salsa italiana, quella del gattopardesco “volemose bbene”.

Ecco il progetto per l’Italia (sono 30 anni che parlano di secessione figurati che gliene frega). Dal minuto 42:00 :


07
Dic 14

A Napoli spunta la carta igienica con la faccia di Salvini

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Foto del gruppo FB “Salvini, il sud ti odia”

I decumani sono il luogo topico del think tank napoletano. In quelle arterie che pulsano di vita e linfa popolare, la merce esposta, insieme ai pastori, costituisce un indice importantissimo dell’andamento delle tendenze politiche e sociali del Paese (spesso con riflessi anche internazionali).

Se gli artigiani ti dedicano una statuetta, hai raggiunto notorietà, l’Olimpo dei valorosi e dei famosi ti appartiene. Ma chi ha attraversato San Gregorio Armeno sa che, come le due facce di Napoli, al palcoscenico riservato dai presepi ai “giusti”, corrisponde l’antitesi della berlina offerta dalla…carta igienica.

Nei negozi che vendono tipicità napoletane, infatti, di tipicità se ne possono trovare di  apotropaiche e volutamente (e creativamente) triviali. E se il tuo volto compare sulla carta che serve a detergere il deretano del popolo, stà pur certo che a Napoli non sei amato.

Così, insieme alla zebra juventina, nella classifica dei reietti dal popolo di Partenope è spuntato il faccione di Salvini proprio sulla carta igienica (accanto a lui una sempreverde Fornero. Alcuni napoletani per fortuna hanno la memoria lunga).

Tranquilli, non è fatta di ghisa.


26
Nov 14

Matteo Salvini Passeggia per Napoli: 40 molestie in 10 minuti (video)

Esperimento urbano sociologico di Ciro & Paco. Sulla falsa riga del video di donne che camminano per le metropoli mentre una telecamera nascosta ne riprende gli apprezzamenti e le molestie verbali, i “Nati con la Camicia” provano a far girare per la città di Napoli un finto Salvini. Quaranta molestie in 10 minuti. La perla? “Salvì rind’ a Padania e soreta”…

Da guardare:


25
Nov 14

Salvini a Mix24 è la bislacca idea dell’euro solo per i “meritevoli”

Le elezioni emiliane hanno rafforzato il nuovo leader della destra italiana, ormai pure Berlusconi ha abdicato a Matteo Salvini che si prepara a sbarcare al Sud, sbandierando il “motto no all’invasione” degli immigrati. Chissà se poi qualche meridionale avrà il coraggio di rivelargli che gran parte delle città campane, calabresi, siciliane, lucane, hanno conosciuto la civilità, duemila e passa anni fa, proprio grazie a degli immigrati provenienti da est.
Intervistato da Giovanni Minoli, ieri mattina s Mix 24, interrogato sulla efficacia e sulle sorti future dell’euro, Salvini ha rilanciato un vecchio cavallodi battaglia salviniano/leghista e che un pò confonde le acque sull’integralista “No Euro” tout court: “L’euro a due velocità” o “l’euro tra regioni (Padania,Bavi era, ecc…) omogenee” che in soldoni vuol dire NO euro al  Sud (“non lo meritano” disse nell’ottobre del 2012).
Ho provato a sentire cosa ne pensa il professor Viesti a tal proposito:

Mi pare una pessima idea. sono contrario all’idea di dividere l’Italia (e in genere di creare nuovi stati sovrano secessionisti in Europa) e quindi per lo stesso motivo a dividere l’italia lungo linee monetarie.

I rapporti fra Nord e Sud non vanno regolati con monete diverse (che sancirebbero un forte impoverimento del potere d’acquisto dei meridionali), ma attraverso un forte sviluppo, e quindi un aumento di produttività e di occupazione, del Mezzogiorno che possa andare – come sempre accade – a mutuo vantaggio delle due aree.


21
Nov 14

L’inconfutabile verità di Salvini (video)

E’ solo in malafede chi sostiene che Matteo Salvini dica falsità e bugie in televisione.

In video, come l’altro Matteo (Renzi), Salvini ci è andato e ci va spesso e quindi col mezzo ha una certa attitudine (a qualsiasi ora del giorno e della notte te li trovi davanti. Che se ancora ci fosse stato “Colpo Grosso” ce li saremmo trovati pure là, dopo “Porta a Porta”. “Cin cin cin cin, ricoprimi di baci”. Meno male o ci avrebbero devastato pure qualsiasi timida ed acerba aspirazione onanista)
Proprio in tv raccontava al “Pranzo è Servito” (pure il nome della trasmissione fornisce suggestioni e battute da cui mi astengo) chi fosse e cosa facesse: il nullafacente, risponde.

Fortunato Matteo, a quel tempo nessuno rimproverava ad alcuno Urbi et Orbi, anche con una certa violenza verbale, di trovarsi un lavoro. Ma alla fine il destino (verde) e la Provvidenza aiutano tutti e pure il buon Matteo un lavoro l’ha trovato…Beato lui.


19
Nov 14

Salerno: l’accoglienza a Salvini (video)

Ecco l’accoglienza al segretario leghista Salvini che,  tra una trasmissione televisiva e l’altra, ha trovato pure il tempo di presentare un libro, «Panorama d’Italia».

Salvini è stato accolto dal sindaco Vincenzo de Luca, presente poi alla presentazione. In prima fila.


03
Nov 14

Finalmente: Salvini chiarisce che non ci corteggia

Era ora. Da almeno due anni passo gran parte del mio tempo a chiarire a qualche minus habens (che trae spunto dalla denuncia quotidiana sulla condizione di minorità indotta del Sud, anche con una certa complicità locale), se non lo si fosse ancora chiaramente capito, che con l’ideologia ultraconservatrice e reazionaria della Lega proprio non c’entriamo nulla. Oggi, la svolta.

Secondo quanto scrive Merlo su Repubblica.it:

Proprio Salvini che fu ripreso in video mentre cantava in birreria “senti che puzza / scappano anche i cani / stanno arrivando i napoletani” adesso cerca il Sud, non solo quello della Poli Bortone e del sindaco di Maletto, ma anche quello emancipato dal folclore borbonico e dagli indipendentismi pittoreschi alla Pino Aprile, il sud della “Buttanissima Sicilia” di Pietrangelo Buttafuoco, che Salvini inutilmente corteggia e pubblicamente celebra come il meridionalismo dell’antiretorica, il nuovo Franchetti- Sonnino.

 

Se il sillogismo non è un’opinione e la logica prima o poi diventerà pure il loro mestiere, insieme alla coerenza di certa stampa, si riconoscerà che finalmente la lega con le proprie liturgie e una certa compulsività su twitter (dove Salvini giganteggia), con noi non c’entra nulla. E neanche rientriamo, per fortuna, nei suoi target. La patente in autonomia ed indipendentismo del resto ce l’ha lui. Amen. Ci risparmieremo l’ampolla nell’acqua del Garigliano.


27
Ott 14

Marc Tarabella: Salvini vieni a lavorare invece di stare in TV

Schermata da 2014-10-27 15:06:31

 

Così Marc Tarabella, parlamentare europeo di chaire origini italiane. Un cinguettìo che viene dall’estero, visto che in Italia, Salvini è una manna per le trasmissioni televisive dove viene invitato ad esprimere pareri praticamente su tutto. Ci associamo all’invito di Tarabella, esprimendo stima all’eurodeputato che si è accorto della sfilza di comparsate del segretario leghista, secondo forse soltanto a quelle di Matteo Renzi.


17
Ago 14

Alberto da Giussano? No, grazie…

Che pessimo risveglio di una domenica d’agosto. Ho letto che Salvini, dopo l’exploit della Lega al sud, vorrebbe fare un partito da trapiantare tra quelli che in 30 e passa anni di lega sono sempre stati i terún, un partito meridianoleghista con l’immagine di Alberto da Giussano, che, per chi non lo sapesse, sarebbe quel tizio che campeggia nel simbolo della lega con la spada puntata verso il cielo a mò di parafulmine.

Alberto da Giussano, secondo Wikipedia, è un personaggio leggendario che avrebbe guidato i comuni lombardi contro Federico Barbarossa. Appunto, eccoun motivo in più per rispedire al mittente il presunto progetto identitario made in patania. Non si capisce infatti a quale presunta identità meridionale faccia riferimento un personaggio che ha combattuto il nonno dello “stupor mundi”, il “puer apuliae”, ovvero Federico II di Svevia di cui Federico Barbarossa era, per l’appunto, un ascendente.

Restando nel campo di quella che sarà sicuramente una provocazione, Federico II è uno dei pilastri imprescindibili della storia del sud, con la sua opera innovativa nel campo della cultura, delle arti e della legislazione di un Regno (entro i cui territori   convivevano ebrei, musulmani e cristiani, pensa te) che, dal punto di vista della geografia politica, ha mantenuto più o meno gli stessi confini sino ad un secolo e mezzo fa.

Quindi caro Salvini, facci il piacere tieniti pure in padania il buon Alberto che, anche in questo caso, con noi , qui al sud ha poco a che vedere dal punto di vista identitario e storico. Continuiamo ad essere agli antipodi.

Del resto lo sa bene l’elettorato leghista che, nei soliti commenti fatti di ampie aperture mentali, sul sito del quotidiano Libero scrive, ad esempio: “alberto da giussano simbolo della lega sud? Meglio metterci un qualunque Mustafà…è più in carattere col carattere locale” per poi concludere che da noi al sud mancherebbero i cromosomi per “fare” la lega. Per fortuna direi.