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23
ago 14

Caro Ministro, quante bugie ancora sulla Terra dei Fuochi

I20140305-085758.jpgeri il ministro dell’ambiente, Galletti, pieno di entusiasmo, ha annunciato la vera novità in arrivo per risolvere finalmente il problema della Terra dei Fuochi: arriveranno altri militari. Visto il successo di quelli che sono già sul posto, infatti, tra le Province di Napoli e Caserta, i roghi tossici sono spenti, amen Evidentemente il ministro vive in un universo parallelo visto che i roghi continuano indisturbati, non solo, vengono tutti documentati in tempo reale, con dovizia di particolari, dai cittadini su alcune pagine Facebook. Alla faccia degli alfieri del civismo a trazione territoriale che dice che nessuno denuncia.

Ma tant’è, da un secolo e mezzo, basta mandare l’esercito al sud per avere la coscienza a posto, mentre i problemi restano.

Anche don Patriciello, questa mattina, dal proprio profilo Facebook e dalle pagine di Avvenire prende una netta poisizione sulla vicenda, scrivendo una lettera aperta al ministro Galletti:

Ho letto l’ intervista che hai rilasciato ad Avvenire venerdì 22 agosto e sono rimasto senza parole. Incredulo, basito. In questi ultimi anni, la collaborazione che si è instaurata tra il governo, la Chiesa campana e i nostri meravigliosi volontari è degna di lode ( e tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza grande verso il quotidiano che ospita oggi la mia lettera ). Tu dici che “terra dei fuochi” è ancora assoluta emergenza. Non è la prima volta che lo affermi e sai bene come ti siamo grati per l’ attenzione che hai verso la nostra terra. In questi mesi abbiamo avuto l’ occasione di vederci diverse volte e sempre, con l’ aiuto degli esperti volontari, ti abbiamo ribadito quale è, secondo noi, il vero nodo da sciogliere in questa annosa e pericolosa questione dello smaltimento dei rifiuti tossici e no. Quando mi chiamano a parlare in giro per l’ Italia, mi accorgo che la maggior parte delle persone ancora non ha compreso chiaramente il cuore della questione. A costoro e al ministro dell’ Ambiente, ancora una volta ripetiamo ad alta voce che il disastro ambientale in Campania non è provocato dai rifiuti urbani, – la “monnezza” della nonna – che merita un discorso a parte, ma dagli scarti industriali altamente tossici e nocivi per la salute. I

l nodo da sciogliere, ministro, è questo e solamente questo. Indugiare su altro serve solo a spostare l’ asse del discorso.

 

Così esordisce il prelato, che invita il ministro a  fare piena luce sulla vicenda concentrandosi sul problema vero della Terra dei Fuochi:

 

Occorre dirlo a chiare lettere e senza ingannare la povera gente. Gli italiani, a cominciare dai nostri politici e industriali, debbono sapere che alla disonesta e criminale gestione degli scarti delle industrie che producono in nero, facendola in barba al fisco e avvelenando la povera gente, deve essere messa una volta e per sempre la parola fine. Non sono, ministro Galletti, le bucce di banane e i gusci d’ uovo a mandare al camposanto i nostri cari, sono le mille e mille sostanze velenose interrate o date alle fiamme nelle nostre campagne. E perché succede? Per il semplice fatto che smaltire illegalmente fa guadagnare una barca di denaro a certi sinistri figuri che vogliono continuare a chiamarsi industriali e non camorristi. Se è vero che per ogni chilogrammo di scarpe e borse prodotte c’è almeno mezzo chilogrammo di scarti tra pellami, diluenti, solventi, coloranti, collanti, eccetera, è normale che queste sostanze da qualche parte dovranno finire. Se le scarpe sono state prodotte in nero, è purtroppo logico che gli scarti verranno bruciati o interrati. Eccoli qua i famigerati, onnipresenti, orripilanti roghi tossici.

 

Poi se la prende col Ministro:

 

Purtroppo nell’ intervista da te rilasciata di tutto questo non fai parola. Perché? Al contrario, continui a parlare dell’ esigenza di fare altri inceneritori e a portare la tua regione, L’ Emilia Romagna, come esempio di civiltà. Credimi, Gian Luca, mi duole il cuore ogni qualvolta debbo scrivere parole che possono far male a chicchessia. Debbo dire, purtroppo, che tu ben sai che quello che affermi non corrisponde a verità. Sai bene, cioè, che gli otto inceneritori dell’ Emilia Romagna bruciano quasi quanto il solo maxinceneritore di Acerra che insiste su un solo sito rendendo la vita impossibile ai poveri cittadini acerrani.

 

Quindi l’invito:

Parliamone, ministro Galletti. Se vuoi lo possiamo fare in pubblico, nella mia parrocchia, avendo come moderatore proprio il direttore di “Avvenire”. Prima di venire, però, ti supplico, per amore di verità, di rendere pubblici i dati Ispra 2014 sui rifiuti speciali in Italia.


16
lug 14

Il racconto di Vassallo: “così ho avvelenato la Campania” (Video)

Gateano Vassallo è uno dei manager delle ecomafie che si è pentito. Ha un ruolo chiave in tutte le vicende che riguardano i rifiuti tossici interrati in Campania.

Dice Vassallo:

«Ho accompagnato i magistrati nei siti dove io e i miei colleghi abbiamo sversato. In quelle aree sono stati fatti anche i carotaggi. So quello che abbiamo scaricato e dove lo abbiamo portato. Ci sono i fanghi dell’Acna di Cengio, ci sono le ceneri dell’Ilva e la calce spenta dell’Enel, ma non ci sono rifiuti radioattivi»

E poi aggiunge che le bonifiche non serviranno a nulla vista la mole di rifiuti tossici sepolti.

 Ecco un breve video esclusivo de Il Mattino:


08
lug 14

Padre Maurizio: Caro Renzi, promettesti di venire nella Terra dei Fuochi. Forse è giunto il momento.

20140305-085758.jpgQuesta la lettera apera di padre Maurizio Patriciello a Matteo Renzi.

Caro Renzi, mesi fa – ancora non eri il capo del governo – venisti ad Aversa per incontrare il mio vescovo, Angelo SPINILLO, e alcuni sacerdoti della diocesi. Tema dell’ incontro: la ormai famigerata “ terra dei fuochi”. Ci lasciammo con la promessa, da parte tua, di vederci ancora. Ecco, credo che quel momento sia venuto. Tra i tuoi gravosi impegni devi trovare un momento per ritornare nella “ terra dei fuochi”.

Te lo chiedo a nome di milioni di persone maltrattate, esasperate, ingannate. Anche questa notte, infatti, non hanno dormito. Le loro case erano invase da fumi, fetori, veleni di ogni tipo. Anch’io sono rimasto sveglio e con in corpo una rabbia immensa. Il mio pensiero andava agli anziani, agli ammalati, ai tantissimi poveri che non hanno nemmeno un condizionatore e, quindi, non possono chiudersi in casa. Il mio cuore stava all’ ospedale “ Pascale” dove non c’è più posto nemmeno per ricoverare i nostri ammalati. Non c’è una famiglia, caro Presidente, che non piange un morto di cancro. Non c’è una casa, a cominciare dalla mia, dove non c’è qualcuno che lotta sperando di vincere il terribile male. In queste terre si sta consumando un dramma epocale. Sotto gli occhi di tutti, tra la rassegnazione di tanti e il cinismo di altri. Lo scrittore Corrado Alvaro diceva che “ alle domande serie occorre dare risposte serie”. Per noi non è stato e ancora non è così.

Le nostre domande angoscianti vengono tuttora affrontate con una superficialità che fa spavento. Basti pensare alle ultime notizie provenienti da Roma. I dati dell’ Istituto superiore di sanità che confermano ciò che noi da sempre sappiamo, vengono il giorno dopo ridimensionati dallo stesso ministro Lorenzin, in contrasto con il Governatore della Campania che, invece, li riconferma. C’è confusione, pressapochismo. Presidente, dobbiamo uscire da questa sciagura sciagurata al più presto e nel migliori dei modi. Ce la possiamo fare. Possiamo contare su migliaia e migliaia di stupendi volontari; possiamo contare sulla Chiesa campana, sempre attenta e vicina alla sua gente. Quel che manca – a dirlo mi fa male il cuore – è proprio la volontà politica di mettere una volta per sempre la parola “ fine” a questa tragedia.

Aggiungo a questa lettera alcuni dei messaggi che, ogni giorno, a centinaia, ricevo dalla mia gente. Meglio di me danno sanno dire la gravità della situazione.

Grazie, Presidente. Metto nelle mani del buon Dio questa lettera e, fiducioso, attendo una telefonata da parte tua. Grazie. Ti benedico


25
giu 14

“Diamo un calcio alle ecoballe” nella Terra dei Fuochi

Nella centrale piazza Matteotti di Giugliano lunedì 23 giugno la Rete Campana per la Civiltà del Sole e della Biodiversità (RCCSB) ha illustrato il suo progetto per fare del sito delle ecoballe di Taverna del Re la sede di un parco solare dove produrre ogni anno 180 milioni di kW di energia pulita, al servizio della comunità locale. In alternativa ad un inceneritore che nessuno vuole e che costerebbe il doppio, le Piramidi del Sole progettate dalla RCCSB sono un modo eccezionale per rilanciare l’immagine molto compromessa della zona, per dare slancio all’economia locale e per cambiare radicalmente strada sul terreno del decentramento delle scelte in materia di energia. Con manifesti, cartelloni esplicativi e perfino con un modello che simula l’installazione della struttura con pannelli fotovoltaici sulle famigerate ‘ecoballe’, realizzato dall’ing. Di Tommaso, gli attivisti della Rete hanno illustrato ai cittadini presenti in piazza caratteristiche ed enormi potenzialità di questa innovativa proposta.

 «E’ gravissimo che la L.R. N. 1/2013 da allora sia rimasta del tutto inapplicata dalla giunta Caldoro – ha dichiarato il vice presidente Ermete Ferraro, in apertura dell’incontro pubblico – perché così si tradisce la volontà dei 15.000 cittadini che l’hanno sottoscritta e degli stessi consiglieri regionali che l’hanno votata. Ma il rilancio della legge sul solare in Campania non passa solo per la necessaria apertura di una vertenza col governo regionale: richiede anche maggiore coinvolgimento e partecipazione delle forze politiche, sociali e culturali e di tutti quelli che credono nella forza della cittadinanza attiva».

Negli altri interventi della Rete – svolti da Anna Maria Cicellyn, Roberto Braibanti e Giuseppe Buono – si è ribadito che la realizzazione di questo progetto comporterebbe enormi benefici ambientali ed economici, visto che l’energia prodotta potrebbe essere utilizzata direttamente dai cittadini di Giugliano, o anche per la riqualificazione naturalistica di quell’area, a partire dallo smaltimento delle tonnellate di ecoballe che vi sono state assurdamente accumulate e vi giacciono da molti anni. L’iniziativa della RCCSB, fra l’altro, risulta perfettamente omogenea alle finalità del progetto M2RES dell’Unione Europea, che finanzia la riqualificazione di aree degradate, installandovi centrali per produrre energia dal sole.

Si sono poi registrati gli interventi di Lucio Righetti (Movimento campano dei cittadini per un piano alternativo dei rifiuti); dei rappresentanti di S.E.L. (il segretario locale Antonio Russo ed Aldo Pizzo) e del Movimento Cinque Stelle (il parlamentare Salvatore Micillo e Giovanni Caruso). Tutti hanno espresso sostanziale favore per il progetto della RCCSB, per la sua valenza ed in quanto compatibile con le soluzioni di smaltimento delle ecoballe che siano alternative alla loro termodistruzione.

L’incontro con la comunità di Giugliano è stato chiuso dal Presidente della RCCSB, Antonio D’Acunto, il quale ha sottolineato che da questo confronto deve scaturire un’azione comune perché la Regione attui la legge sul solare in Campania e soprattutto affinché il progetto delle Piramidi del Sole sia condiviso ed appoggiato dal maggior numero di comitati e forze politiche. «La Civiltà del Sole – ha concluso D’Acunto – richiede uno sforzo comune per combattere le potenti lobbies delle fonti fossili, che vorrebbero impedire la programmazione energetica decentrata ed imporre il loro modello. Un progetto ‘mondiale’ come quello che proponiamo non solo trasformerebbe le famigerate ecoballe di Giugliano in vere ‘Piramidi del Sole’, ma sarebbe anche un eccezionale esempio di riappropriazione dei suoi beni comuni e delle sue risorse, compreso il Sole, da parte della comunità locale».

La RCCSB chiederà quanto prima d’incontrare il Commissario straordinario del Comune di Giugliano, dott. Giuseppe Guetta ed è intenzionata ad aprire una vertenza con la Giunta Regionale della Campania, cui il vice presidente del Consiglio, on. Antonio Valiante, ha già rivolto un’interrogazione, finora senza risposta, sulla mancata attuazione della LR 1/2013.


12
giu 14

La provocazione: “da me solo prodotti della Terra dei Fuochi”

E ben vengano provocazioni come quella di Giuseppe Lanza, titolare di un ristorante di Marcianise, in provincia di Caserta, che ha scelto l’acquisto dei prodotti a chilometro zero. Se non fosse che in queste zone, chilometro zero vuol dire piena Terra dei Fuochi.

Ma Lanza sa che oggi,i prodotti di Terra di Lavoro sono i più controllati d’Italia e quindi così intende sostenere l’agricoltura locale messa in ginocchio da una informazione talvolta (pure in malafede) superficiale.

Per vincere i timori e la diffidenza verso la produzione agricola locale, Lanza ha stilato con Slow Food Campania, con i produttori e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la Facoltà di Agraria dell’Università Federico II, un protocollo di analisi eccezionale sugli alimenti freschi che arrivano al ristorante tutti i giorni. E nel nome della trasparenza, tutto sarà pubblicato sul sito web del ristorante.

«L’idea di lavorare con bravissimi agricoltori locali – spiega Lanza – nasce dall’esigenza di offrire prodotti freschi e creare filiere virtuose che stabiliscano un’alleanza tra produttori e consumatori, incentivando un’economia di prossimità che favorisca la salvaguardia della buona agricoltura locale e del paesaggio agricolo. In questa Campania Felix – conclude – ci sono prodotti di eccellenza che ci invidiano nel mondo, non c’è solo la Terra dei Fuochi come molti vorrebbero farci credere».(fonte il Mattino)

 

La questione non è di lana caprina e ne va del pil di una regione intera proprio mentre , alla faccia della solidarietà, si fa a gara a prendere le distanze da quelle terre da cui provengono tante eccellenze gastronomiche italiane. Dalle mele annurche alla mozzarella di bufala.

Qualche mese fa il dottor Donato Ceglie, sostituto procuratore generale della Repubblica, il magistrato che indagò sui fusti tossici e sul disastro ambientale proprio della provincia di Caserta, ha dichiarato in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, a proposito della campagna mediatica sull’agroalimentare dell’agro aversano e casertano:

«L’ho detto a Cernobbio: vogliono mettere al tappeto il Sud, colpire i suoi due asset strategici: turismo e agroalimentare». ed ancora «vogliono distruggere la mozzarella e il pomodoro per guadagnare un 6 o 7% di quota di mercato. ».

E allora , anche io, come Lanza, compro solo prodotti controllati della Terra dei Fuochi. E come noi, tutti quelli che da un pò di mesi hanno sceltol’acquisto a chilometro zero dei prodotti della terra. Anche per sostenere la nostra economia.

 


10
giu 14

Finito il clamore, la Terra dei Fuochi continua a bruciare

Quandi esprimevo perplessità sull’arrivo dell’esercito nella Terra dei Fuochi per fungere da deterrente ai roghi, ricevevo commenti piccati di chi era certo la situazione sarebbe cambiata.

Non è cambiato invece nulla. I roghi continuano, eccome.

Monitorati, per quanto possibile dalla pagina Facebook “La Terra dei Fuochi”.

La domanda è: chi continua a gestire il traffico di materiale speciale che viene smaltito in Campania? Perchè non si riesce a smantellare la rete di addetti alla combustione di questi materiali? Le aziende della telefonata di cui all’intercettazione qui sotto (che risale al 2000), che spedivano pneumatici e gomme in Campania, hanno pagato per quello che hanno commesso?

Il miglior deterrente contro i roghi tossici è la rete dei cittadini che monitora costantemente il territorio. Uomini e mezzi andrebbero implementati nei servizi relativi allo spegnimento dei fuochi e alle indagini sui traffici che continuano a condurre in Terra di Lavoro rifiuti speciali da bruciare.


04
giu 14

Gli archeologi che muoiono tra i cantieri della Tav nella Terra dei Fuochi

Un sito archeologico ogni 500 metri, nelle vaste campagne tra Lazio e Campania, dove sorgono i cantieri della Tav Roma-Napoli.

Luoghi in cui team di archeologi hanno affondato ed affondano i propri piedi, nei terreni fangosi, a volte colmi di chissà cosa.  Fatto sta che gli archeologci che hanno lavorato in quei cantieri Tav pare abbiano una particolare propensione ad ammalarsi di cancro.

Il coordinamento scientifico dei lavori è della Soprintendenza che valuta e approva anche i curricula dei singoli archeologi. «Molti di noi si sono ammalati e qualcuno è morto – spiega l’archeologa Lidia Vignola, lanciando l’allarme –. È difficile perfino fare una conta perché molte malattie collegate al lavoro che abbiamo svolto si manifestano con il passare del tempo. So che ce ne sono tanti anche in altre parti d’Italia. Uno dei colleghi più cari che ho è morto di cancro proprio qualche mese fa». Il racconto di Lidia è sconvolgente: gli archeologi lavoravano affondati nel terreno avvelenato a contatto costante con polveri di amianto, con le ruspe in azione che sollevavano terreno in continuazione. «Le stime di Ana Campania (sezione regionale dell’associazione nazionale archeologi) contano già tre morti per cancro tra i 500 archeologi che si sono alternati al lavoro sulla tratta campana della Tav. – spiega Tommaso Conti, presidente di Ana Campania – È chiaro che come accade per gli ammalati di tumore della terra dei fuochi non si sa se sarà dimostrabile un nesso causale tra le condizioni di lavoro svolto sulla Tav per l’archeologia preventiva e le malattie e i decessi. Vorrei fare un appello a tutti i colleghi che hanno lavorato in queste zone di tenere sotto controllo la loro salute perché molte patologie possono manifestarsi anni dopo e insorgere in maniera latente e silenziosa.(fonte Corriere della Sera).

Agghiacciante. Forse anche gli archeologi hanno stili di vita sbagliati. Per 80 euro lordi, che se non andavano a lavorare non ricevevano perchè pagati a giornata. A volte anche di notte, se c’era una scoperta importante, illuminati dai fari delle auto.


03
giu 14

E pure Liguori sarà morto per gli stili di vita sbagliati

C’è una paradossale e tragica coerenza nella manifestazione della propria opinione, da parte di quello che chiamiamo semplicisticamente “Stato”, per quanto riguarda gli abitanti delle “Terre dei Fuochi”. Dalla Campania alla Puglia, passando per Calabria, Basilicata e Sicilia.

In aree geografiche in cui si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Ma è cos e niente, dome direbbe il Maestro de Filippo, non è dimostrabile il nesso causale. E allora non importa che voi respiriate diossina che appesta l’aria per tutta la vostra vita fino a quando questa non sarà terminata, Non importa che sia piuttosto evidente, accertato anche dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, dai pentiti di camorra, dalle aziende colluse con la camorra, che tu viva in un area in cui hai certamente respirato veleno. E che in tanti muoiano un pò come mosche, senza badare troppo alla vita troppo breve o a quello che lasci.

Non importa neanche che tu sia stato un poliziotto, come Mancini, che si occupava di ecomafia, morto di tumore, o come Michele Liguori vigile urbano di Acerra, unico agente della sezione ambientale. Faceva sequestri, denunciava. Tornava a casa con le scarpe liquefatte. Pure lui morto di tumore.

Lo “Stato”, quello stesso che faceva finta di non vedere e non sentire (secretando all’occorenza) quando camorra ed industriali si accordavano sullo sversatoio (altrimenti detto fogna d’Italia negli stadi del Paese), avrà sempre modo di dire, come è successo alla famiglia di Liguori, per bocca dell’Inail: «Per il decesso dell’assicurato non può essere riconosciuto il diritto alla rendita ai superstiti, in quanto la morte non è riconducibile all’evento».

Manca il nesso causale. Come un paio di illustri ministri ebbero a dire. Nella Terra dei fuochi si fuma troppo e si mangia male, perciò si muore. E pure a Taranto si muore perchè si fumano troppe sigarette di contrabbando. Non sto scherzando, lo hanno detto sul serio.

Nelle terre dei fuochi come a Taranto si muore a tarallucci e vino…

 


26
mag 14

Nella terra dei fuochi vince l’astensionismo

Finita la campagna elettorale, potete scommetterci quello che volete, giù al Sud terminerà la processione di politici a ricordavi che stavamo meglio quando stavamo peggio. La smetteranno di ricordaci che siamo fondamentali ed importanti, e tutto quello che è necessario per un pugno di voti.

Celebrazioni a destra e a manca quest’oggi sui giornali ma in pochi fanno notare che tra astensionismo, al Sud le percentuali dei votanti è più bassa di circa 10 punti percentuali rispetto al resto del paese, nella Terra dei Fuochi (tra Acerra, Qualiano, Afragola, Caivano, Qualiano,)dove i roghi tossici non si sono mai fermati, più di 60 elettori su 100 hanno disertato le urne.

“siamo stati abbandonati da tutti”, “nessuno ci rappresenta”, ” cercate il nostro voto tra i rifiuti tossici”, questi gli slogan che hanno accompagnato la campagna elettorale e i momenti immediatamente successivi.

Nonostante l’esercito, l’aria continua ad essere ammorbata nelle prime ore dell’alba e della notte da un fetore costante e da fumi che l’ appestano.

Ma la campagna elettorale ormai è finita. Tardi per reclamare un posto al sole.

Intanto tra circoscrizione Sud e Isole la lega prende un 1.60% circa che contribuisce a far superare la soglia del 4% al Movimento di Salvini. Masochisti.


26
mag 14

Nella terra dei fuochi vince l’astensionismo

Finita la campagna elettorale, potete scommetterci quello che volete, giù al Sud terminerà la processione di politici a ricordavi che stavamo meglio quando stavamo peggio. La smetteranno di ricordaci che siamo fondamentali ed importanti e tutto quello che volete per un pugno di voti.

Celebrazioni a destra e a manca quest’oggi sui giornali ma in pochi fanno notare che tra astensionismo, al Sud le percentuali dei votanti è più bassa di circa 10 punti percentuali rispetto al resto del paese, nella Terra dei Fuochi (tra Acerra, Qualiano, Afragola, Caivano, Qualiano,)dove i roghi tossici non si sono mai fermati, più di 60 elettori su 100 hanno disertato le urne.

“siamo stati abbandonati da tutti”, “nessuno ci rappresenta”, ” cercate il nostro voto tra i rifiuti tossici”, questi gli slogan che hanno accompagnato la campagna elettorale e i momenti immediatamente successivi.

Nonostante l’esercito l’aria continua ad essere ammorbata nelle prime ore dell’alba e della notte da un fetore costante e da fumi che appestano l’aria.

Ma la campagna elettorale ormai è finita. Tardi per reclamare un posto al sole.

Intanto tra circoscrizione Sud e Isole la lega prende un 1.60% circa che contribuisce a far superare la soglia del 4% al Movimento di Salvini. Masochisti.