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Terra Nostra: firma anche tu la petizione

Terra Nostra è una lista civica di scopo, nata sul territorio, che presenterà i propri candidati alle prossime elezioni europee in tutte le regioni meridionali.

Una lista è civica quando i candidati non appartengono a formazioni politiche o a gruppi organizzati e sono in lista in quanto cittadini, naturalmente portatori di esperienze di vita attiva sui territori. Una lista è “di scopo” quando ha un obiettivo ben delimitato.

Nel caso della nostra “lista civica di scopo”, l’obiettivo è presentare una petizione al Parlamento europeo ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea per chiedere l’istituzione di una Commissione straordinaria della durata di tre anni che metta in mora lo Stato italiano e gli enti territoriali, la cui azione si è dimostrata inefficace, e faccia accertamenti e proposte sui temi dell’ambiente, della salute, del lavoro e dei diritti fondamentali violati nell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale.

Ecco cosa si propone la lista civica :

Charter of Fundamental Rights of the European
UnionCarta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

Article 44 – Articolo 44
Right to petition Any citizen of the Union and any natural or legal person residing or having its registered office in a Member State has the right to petition the European Parliament.

Diritto di petizione Qualsiasi cittadino dell’Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo.
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Ai sensi dell’articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea i sottoscritti cittadini dell’Unione, presentatori della Lista Civica di Scopo… nella circoscrizione Italia meridionale alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 25 maggio 2014,

DENUNCIANO

le violazioni in vaste aree dell’Italia meridionale e della Sicilia degli articoli 1 (dignità umana), 2 (diritto alla vita), 15 (libertà professionale e diritto di lavorare), 31 (condizioni di lavoro giuste ed eque), 34 (sicurezza sociale e assistenza sociale), 35 (protezione della salute), 37 (protezione dell’ambiente) e 38 (protezione dei consumatori) precisate in dettaglio nell’Allegato 1.

CONVINTI

che quanto accade in termini di traffico di rifiuti pericolosi, sicurezza alimentare e ambientale, diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose, corretto funzionamento delle istituzioni nazionali e locali, contrasto alla malavita organizzata, sviluppo sociale ed economico e utilizzo dei fondi strutturali europei nell’Italia meridionale e nella Sicilia – ovvero in un territorio più vasto dell’Olanda e più popoloso della Svezia – sia di diretto interesse di tutte le istituzioni dell’Unione europea e vada affrontato tenendo conto delle proposte precisate nell’Allegato 2.

PROPONGONO

di istituire nel Parlamento europeo una Commissione speciale della durata di anni tre denominata “Dignità, vita, lavoro, sicurezza, salute, ambiente e protezione dei consumatori in tutti i territori dell’Unione europea”Tale Commissione speciale avrà il compito di

1. analizzare e valutare nell’intera area dell’Unione europea, a partire dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, l’entità del fenomeno dell’avvelenamento dei territori da interramento dei rifiuti, affondamento di navi e altre forme di devastazione ambientale, con particolare attenzione alla qualità delle acque, dei cibi, dell’aria; valutare proposte per circoscrivere le aree contaminate e procedere alle bonifiche; promuovere una certificazione dei prodotti nell’interesse primario della salute dei consumatori e della tutela delle attività imprenditoriali; verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei finanziamenti dell’Unione europea; proporre misure adeguate che consentano all’Unione di prevenire e contrastare tali minacce, a livello internazionale, europeo e nazionale;

2. al fine di conseguire gli obiettivi di cui al punto 1 la Commissione potrà stabilire i contatti necessari, effettuare visite e organizzare audizioni con le istituzioni dell’Unione europea, con le istituzioni internazionali, europee, nazionali e locali, con i parlamenti nazionali e i governi degli Stati membri e dei paesi terzi, e con i rappresentanti della comunità scientifica, del mondo delle imprese e della società civile, come pure con gli operatori di base, le organizzazioni delle vittime da disastro ambientale, le associazioni dei consumatori, i soggetti impegnati quotidianamente nella lotta contro le ecomafie, nonché le autorità incaricate dell’applicazione della legge, i giudici e i magistrati, e con gli attori della società civile che promuovono una cultura del rispetto della dignità umana e dei diritti garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali.

Se vuoi firmare la petizione e contribuire a raccogliere le firme clicca qui

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