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Torino: “un terrone in meno da mantenere”

 
<<Sono felicissimo, un terrone in meno da mantenere» ed ancora  «quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo» e poi «Peccato che ero al Nord, altrimenti avrei cagato su quella bara bianca. Buonasera terroni merdosi. Non è morto nessun altro di voi oggi?».

Goliardia ? Sfottò? Finalmente una procura della Repubblica le ha chiamate col nome che meritano diffamazione aggravata da finalità di odio razziale . Riconosciuto anche per i meridionali. Mentre in tutti gli stadi italiani, certe pratiche vengono considerati meri insulti passibili di sanzione pecuniaria.

La vicenda triste e becera, per usare un eufemismo:  un operaio di 40 anni di Settimo Torinese ha commentato con le parole di cui sopra su un falso profilo Facebook la morte di un diciassettenne, Stefano Pulvirenti, in un incidente stradale nel Siracusano.

L’uomo è stato individuato e denunciato dalla Procura di Siracusa.

È da qualche anno, per fortuna, che l’uso dell’aggettivo “terrone” viene considerato offensivo e discriminatorio dalla giurisprudenza. E speriamo che la stessa fine facciano tutti gli estensori via social dei vari “ricchione”, “negro”  e compagnia bella.

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