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Treni…taglia 35 milioni a Lecce e li dirotta su Venezia

Poi dite che siamo “fissati” noi, ma la cronaca finisce per dare sempre ragione a chi, proprio come noi, denuncia il costante taglio di fondi per mezzi ed infrastrutture da destinare al Sud. Trenitalia poi, ex Ferrovie dello Stato (ma quale?) dai tempi dell’ AD Moretti, è maestra in tal senso.

Succede che in quel Sud dove per andare da Reggio Calabria a Bari occorrono ben 9 ore di treno, proprio in quel Sud dove Matera ancora è irraggiungibile dal resto del mondo su strada ferrata (se si eccettua il trenino a scartamento ridotto che l’accomuna alle colonie africane dell’Italia coloniale degli anni 30), dove come Cristo, l’alta velocità si ferma a Napoli e si tentenna a costruirne una che possa unire, come asserisce il sottosegretario Delrio, Napoli a Bari a causa della natura orografica del territorio (ci stanno le montagne di mezzo, mannaggia), in quel Sud che vede tagli costanti e soppressione delle linee come in Calabria, proprio in quel Sud, Trenitalia taglia 35 milioni di euro destinati al polo industriale Lecce – Surbo. Poi si scopre che 10 milioni, di quelle risorse destinate al Salento, andranno al polo Venezia Mestre.

Il polo di Surbo, grazie ai 35 milioni previsti, avrebbe provveduto alla manutenzione completa del nuovo materiale rotabile dei Frecciabianca che da Lecce viaggiano verso il Nord (Milano, Torino, Venezia): l’investimento avrebbe garantito di operare anche a Lecce-Surbo la manutenzione dell’intero treno, cioè carrozze e locomotori. Un investimento di questa portata avrebbe avuto delle ricadute occupazionali importantissime nel Salento, in un momento in cui la disoccupazione cresce. Adesso lo scenario è sempre più incerto (fonte: Corriere Salentino).

Il tutto nel silenzio del governo davanti all’azione dell’azienda che si rimangia quanto previsto nel piano di impresa 2015-2020 come se nulla fosse.

Intanto un movimento trasversale di parlamentari pugliesi tuona contro “l’ennesimo regalo fatto al Nord a discapito del Sud” (proprio così, a proposito vi ricordate quando il senatore Boccia pugliese e piddino faceva altrettanto contro i tagli del governo al Mezzogiorno, era circa settembre, ) non facendo l’unica cosa coerente in certi casi, ossia dimettersi dai propri partiti e rischiare la poltrona per amore della propria terra e delle proprie idee. Ma figuriamoci…

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