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TrenitaGlia: Cristo si è fermato a Rimini

Per TrenitaGlia quest’estate Cristo si è fermato a Rimini.

E se noi “terroncelli” c’eravamo illusi di poter sviluppare un pò di turismo balneare, insieme ai souvenir di monnezza tossica e ai fumi, stile aerosol dell’Ilva, e alle campagne mediatiche da capitali della delinquenza, ci dobbiamo accontentare di portare turismo sulle spiagge del Sud con tanta buona volontà. E magari con qualche seduta di iponosi.

Confidando in qualche “diretto” non soppresso, nella salute di ferro dei dipendenti delle ex Ferrovie dello Stato, e fingerci cagnolini per poter assaporare il lusso di viaggiare su qualche Frecciarossa che, come tanti saparanno, in Italia è aperto all’utenza canina ma non ai “terroni” a sud di Salerno.

L’offerta di questa estate delle FS è:

• anche per l’estate 2014 il Frecciarossa Milano-Ancona fermerà a Rimini

• nuove fermate estive a Riccione per 4 Frecciabianca ogni venerdì, sabato e domenica, dal 15 giugno al 7 settembre: si arricchisce il sistema delle Frecce Trenitalia in Romagna

• rimborso del biglietto ferroviario di sola andata per vacanze di una settimana, e di andata e ritorno per due settimane

Si potrebbe obiettare che le associazioni alberghiere meridionali, non abbiano coinvolto Trenitalia in alcuna convenzione e questo in parte può essere pure vero, ma che convenzione potrebbe essere stipulata se in alcune località del Mezzogiorno, le stazioni ormai sono perenni installazioni postmoderne, ricoperte di erbaccia? I treni? Il prodotto di antichi racconti che si tramandano di padre in figlio, di sera, all’ombra della fiamma del focolare.

Marco Esposito, sul Mattino, un mesetto fa scriveva:

Secondo l’ultimo aggiornamento dei Conti pubblici territoriali, le Ferrovie nel 2010 avevano destinato al Mezzogiorno appena il 22,1% degli investimenti e cioè la metà dell’obiettivo e meno persino delle tasse pagate dai meridionali. Ma con la crisi quel 22,1% deve essere apparso un lusso e così nel 2011 la quota è scesa al 13,7% e nel 2012 addirittura al 12,6%. Quindi i meridionali contribuiscono alla cassa comune per il 24,5% e ricevono in Ferrovie il 22,1% quando va bene e il 12,6% quando va male. La fonte dei dati è pubblica, ma non fa titolo nei telegiornali: http://www.dps.gov.it/opencms/export/sites/dps/it/documentazione/politiche_e_attivita/CPT/BD_CPT/2014/Quote_enti_SPA_2014.pdf

Come diceva quel noto imprenditore del Nord? Al Sud si potrebbe fare Sciarmalscecc. Già, portateci i cammelli invece dei Frecciarossa và, che se ci dice bene possiamo pure giocare agli indiani e ai cow boy esotici…

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