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Trenitalia al Sud: “con i finestrini spalancati, le porte staccate, le toilette che assomigliavano a delle latrine”

Un giorno si e l’altro pure denunciamo lo stato di abbandono dei treni che scarrozzano i meridionali, a velocità da fine secolo scorso e servizi di pari livello, in giro per il sud.

Secondo quanto riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, l’assessore ai trasporti della Basilicata Aldo Berlinguer ha voluto provare in prima persona le condizioni in cui viaggiamo quotidianamente.

Il racconto dalle stesse parole dell’Assessore che al termine del blitz ha rivelato:

«Sanzioneremo Trenitalia secondo quanto prevede il contratto di servizio. Noi, la Regione Basilicata, cioè i cittadini lucani paga 30 milioni l‘anno. Trenta milioni per avere un servizio da terzo mondo. Un contratto di servizio, invece prevede una controprestazione. Occorre che la prestazione sia proporzionata all’entità del costo del servizio. In questo caso non c’è corripsondenza tra tariffe e servizio»

Cosa ha visto l’assessore?

«Delle tre carrozze  che compongono il treno, una sola di “nuova” generazione, le altre due vetuste, con porte sgangherate e senza aria condizionata. «Come si fa ad azionare un po’ di aria fresca?», ha chiesto l’assessore al capotreno. Risposta: «Se vuole alziamo il riscaldamento, l’aria condizionata qui semplicemente non c’è».

Ed ancora: «Non si tratta  solo di un problema di manuntenzione, ma anche di deficit strutturale, di qualità del servizio, di rispetto del passeggero. Questi mezzi non sono congrui non possono offrire un servizio adeguato».

E poi un must dei treni a sud di Roma,  «con i finestrini spalancati, le porte staccate, le toilette che assomigliavano a delle latrine. «Anche la motrice del treno rivelava l’età anagrafica di quel mezzo. Cioè di macchine vetuste che non sono in grado di offrire un servizio adeguato»

Questo quanto visto dall’assessore in Basilicata che non diverge da quanto si può assistere in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

La scorsa settimana in un regionale diretto in Campania, una gentile signora dall’accento veneto impose a tutti i passeggeri di un intero vagone di serrare i finestrini “altrimenti come fate a sentire l’aria condizionata?!” (sembrava ammaestrarci tra i cenni di assenso del controllore “poi si lamentano che manca l’aria fresca”). Dopo mezz’ora di viaggio la donna boccheggiava. Tra noi pendolari sguardi divertiti e d’intesa.

“Signora, che ne dice, li riapriamo”? E Lei: “si, si per carità…magari voi siete più abituati al caldo, ma qui proprio manca l’aria condizionata.”. Gliel’avevamo detto.

Ecco più che abituati al caldo, ci siamo abituati colpevolmente a viaggiare come le bestie, signora.

Val sempre la pena di ricordare, incidentalmente ma non troppo, che secondo l’ultimo aggiornamento dei Conti pubblici territoriali, le Ferrovie nel 2010 avevano destinato al Mezzogiorno appena il 22,1% degli investimenti e cioè la metà dell’obiettivo e meno persino delle tasse pagate dai meridionali. Ma con la crisi quel 22,1% deve essere apparso un lusso e così nel 2011 la quota è scesa al 13,7% e nel 2012 addirittura al 12,6%. Quindi i meridionali contribuiscono alla cassa comune per il 24,5% e ricevono in Ferrovie il 22,1% quando va bene e il 12,6% quando va male. La fonte: http://www.dps.gov.it/opencms/export/sites/dps/it/documentazione/politiche_e_attivita/CPT/BD_CPT/2014/Quote_enti_SPA_2014.pdf

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