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Trovata la soluzione per la terra dei fuochi. Bonifiche? No, l’esercito.

Da 150 anni, quando le cose al Sud iniziano a mettersi male e la gente rumoreggia, c’è sempre la stessa, originalissima soluzione adottata da ogni governo: mandiamo l’esercito!

Come nei film americani, dove è imminente l’attacco alieno, si siedono tutti intorno al tavolo. Vengono messe a tacere le proposte più ragionevoli e, di testosterone più che di testa, si sceglie una soluzione di cui si ignora l’effettiva efficacia, visti i precedenti.

All’ insegna di un italianissimo e, sempre attuale, senso d’empirico facit’ ammuina.

Non voglio essere polemico, ma mi sforzo d’essere ragionevole: che cosa dovrebbe fare l’esercito nella terra dei fuochi (l’Italia è forse l’unico paese al mondo dove l’esercito è stato usato per spalare la monnezza e la neve dalle strade)? Perchè, le sue professionalità vengono sempre usate per supplire alle deficienze della politica (oh incidentalmente mi sovvengono poliziotti e carabinieri usati come servizio taxi per serate più o meno discutibili, del potente di turno)?

Fermare gaglioffi e criminali, mi si potrebbe obiettare. Bene, non può, non essendo organo di polizia giudiziaria. Per farlo deve essere accompagnato da polizia e carabinieri, quindi tanto vale lasciare le cose come stanno e al massimo potenziare gli organici di questi ultimi due corpi.

Mi si potrebbe ancora obiettare: per pattugliare il territorio.

Ma lo sapete che  la più efficace e capillare rete di vedette del territorio è proprio costituita dai cittadini? Sono 20 anni che gli abitanti segnalano e monitorano i roghi tossici, oggi anche sui social.network, il problema è che non sempre viene (ed è stato) dato seguito a queste segnalazioni.Da quando ciò, per fortuna viene attuato, grazie ai riflettori accesi, guarda caso sono stati arrestati criminali che appiccavano roghi.

Lo sversamento dei rifiuti tossici è iniziato con la crisi profonda dell’ agricoltura, dall’ immissione nel mercato. globale di merci a basso costo provenienti dall’ estero.
Per cui i contadini trovavano più redditizio vendere o concedere i campi ai criminali, più o meno consapevolmente, piuttosto che coltivarli. Così morivano i presidi fissi di controllo del territorio.

Quindi a cosa altro potrebbe servire l’ esercito? A dimostrare che lo stato controlla ancora il territorio? Bene, tra tutte, questa è la soluzione che appare più grottesca e patetica agli occhi dell’ ormai scafato cittadino della Terra dei Fuochi. Perchè lo Stato, avrebbe avuto tutto il tempo di fermare questo scempio sin dall’origine. E non lo ha fatto.

Avrebbe anche potuto fermare sul nascere fenomeni criminali organizzati a sistema. E non lo ha fatto.

In questa commedia dell’assurdo, vengono trasferiti due sovrintendenti della Forestale.Quelli che si, servono veramente.

“Siamo rimasti veramente sconcertati da come il CFS abbia trasferito senza giustificato motivo due sovrintendenti da sempre impegnati per il contrasto alla criminalità organizzata – afferma Moroni – tanto da essere stati recentemente promossi per meriti straordinari. Abbiamo chiesto al ministro De Girolamo di fare luce sulla vicenda che per molti aspetti è ancora poco chiara ed inquietante per i risvolti che potrebbe comportare all’attività di polizia giudiziaria del Nipaf, nucleo investigativo polizia ambientale forestale. A nostro avviso i due sovrintendenti debbono essere immediatamente restituiti al Nipaf di Caserta per proseguire nel loro indispensabile operato”

Fate una cosa, usate le risorse che dovrebbero servire per spostare l’esercito, per bonificare i terreni, per mappare quelli contaminati e quelli sani e, così, rendere più sicuri i prodotti dell’agroalimentare campano, oggetto di una becera campagna di sciacallaggio.

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