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Viesti divora il libropanettone di Rizzo&Stella

di Raffaele Vescera*

La presentazione del libro di Rizzo e Stella “Se il Sud muore” all’università di Bari, si è aperta con la relazione dell’economista barese Gianfranco Viesti, il quale stupisce la platea accademica esordendo con “devo parlare di un libro che non mi è piaciuto, mi ha deluso, dà una rappresentazione caricaturale del Sud. La classe dirigente meridionale è sì impresentabile ma è nella media nazionale. Il Sud vive una situazione preoccupante, prosegue Viesti, è la peggiore dall’unità ad oggi, sta morendo sì, ma non per sua colpa. Cita la legge Carrozza sull’università, che ancora una volta penalizza il Sud. Non è vero, dice, che al Sud c’è stata un’inondazione di soldi, è stato il contrario poiché i finanziamenti destinati al Sud sono stati in gran parte dirottati al nord. Poi Viesti parla della mancanza di strade e di ferrovie, mancanza non certo addebitabile ai meridionali ma allo Stato.”

C’è qualcosa di nuovo nell’aria…tutto sta cambiando. Assente l’altro giornalista del Corriere della Sera Gianantonio Stella, Sergio Rizzo balbetta una difesa, sfiorando persino il ridicolo nel riproporre i soliti pregiudizi e luoghi comuni sul Sud.

Quanto avvenuto ieri all’Università di Bari, durante la presentazione del libro di Rizzo e stella “Il Sud muore”, segna un evidente tramonto della grande bugia sul Sud, una menzogna che l’Italia ci racconta da un secolo e mezzo. Al di là dell’isolamento totale e della forte contestazione al libro a Sergio Rizzo, emerge un fatto nuovo: lo sgretolamento del vecchio sistema di potere accademico ed intellettuale detentore del potere mediatico sfavorevole al Sud.Ieri mattina, nell’aula magna dell’ateneo barese, alla presentazione di Rizzo, era presente un pubblico composto soprattutto da docenti universitari, economisti, ricercatori, giornalisti, fino a ieri compatto ed arroccato nella difesa della “grande bugia”, anche perché contraddirla era considerata “cosa da pazzi”, che tra l’altro avrebbe potuto rovinare loro la carriera. Tutti a decantare le sorti magnifiche e progressive dell’Italia e tutti ad accusare i meridionali, e dunque ad autoaccusarsi, delle colpe del degrado del Sud.

Ora che il re è stato denunciato nella sua nudità, dalle voci “innocenti” degli scrittori meridionalisti, a partire da Pino Aprile, Gianfranco Viesti, Marco esposito, Lino Patruno e tanti altri, ora che i meridionali sono scesi in piazza a centinaia di migliaia contro lo stato nordcentrico, si è rotto il fronte dell’omertà anche all’interno dei poteri accademici.

Certo Rizzo ieri è stato particolarmente “sfortunato” ad essere presentato proprio da Gianfranco Viesti, un economista di grande onestà intellettuale che ha demolito, numeri e cifre alla mano, tutte le falsità del suo libro, ma la sfortuna ancora più grande di Rizzo è stata quella di trovarsi di fronte ad una platea a lui completamente avversa, compreso il rettore Uricchio il quale gli ha chiesto come mai l’università di Bologna, pur avendo lo stesso numero di studenti di quella di Bari, riceve il triplo (TRE VOLTE DI PIU’) di finanziamenti pubblici e fiscali di quella di Bari. Per il resto Rizzo s’è beccato una caterva di critiche dai molti interventi che nessuno del centinaio di presenti ha contraddetto.

E’ l’egemonia intellettuale del vecchio sistema, base di ogni cambiamento politico, che si sfalda. Coloro che prima erano considerati dei pazzi untori di scomode teorie “antinazionali” ora prevalgono sui sostenitori del vecchio sistema fondato sull’arricchimento del nord a spese del Sud.

Nello stesso pomeriggio di ieri, ciliegina sulla torta, sempre nell’aula magna dell’università, Pino Aprile ha presentato tra applausi di approvazione e calorose strette di mano, anche da parte del rettore Antonio Uricchio, il suo “Il Sud puzza”.

Chi poteva immaginare, un anno fa, che la “congrega dei meridionalisti” sarebbe uscita dalle sale per pochi per conquistare le aule magne dell’università più prestigiose? Chi poteva pensare che il 16 novembre avremmo visto sfilare a Napoli centomila meridionali contro lo stato-mafia? Ma le stelle che non cadono in un anno tracciano il cielo in una notte, quella di San Lorenzo, ci dice il profetico Pino Aprile nel suo “Il sud puzza”.

* Giornalista Pugliese

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