Crea sito

Viesti: dove sono andati a finire gli 80 euro di Renzi? Poco al Sud

La risposta potrebbe trovarsi nell’abusata e pecoreccia metafora del cetriolo, credetemi non mi abbasserò a tanto, però vale la pena di riportare alcuni passi di un interessante articolo del professor Viesti sulle pagine de Il Mattino di oggi.

In particolare Viesti si chiede se il famoso provvedimento degli 80 euro abbia arrecato qualche beneficio al Sud, in uno scenario che gli istituti di ricerca vedono sempre più distante dalla macro area geografica del Nord.

Scrive Viesti:

Abbiamo ora i dati sui beneficiari. Il bonus è stato ottenuto da 5,4 milioni di famiglie, che hanno ricevuto 86 euro al mese. Si tratta delle famiglie con lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito annuo complessivo compreso fra 8.100 e 26.000 euro. Sono tante; poco più di una su cinque (circa il 22%). delle famiglie italiane. Un provvedimento di rilevante ammontare: oltre 5 miliardi all’anno. Dato le sue caratteristiche, la misura ha favorito principalmente le famiglie a medio reddito, nell’accezione più ampia del termine; nelle quali vivono persone che hanno un lavoro alle dipendenze con uno stipendio non particolarmente alto. Ma non solo. Tra le famiglie “ricche” (cioè quelle che appartengono al quinto a maggior reddito del totale delle famiglie italiane): il 17% ha avuto il bonus; questo anche perché, come nota la Banca d’Italia, l’intervento ha favorito i nuclei in cui c’è più di un percettore di reddito; il bonus va alle persone, indipendentemente dal reddito complessivo della famiglia in cui vivono: se ci sono marito e moglie che lavorano, ottengono due bonus. Diverso ciò che accade tra i “poveri” (per la precisione: il quinto a minor reddito delle famiglie italiane): i benificiari sono stati davvero pochi, dato che molti fra i poveri non lavorano; hanno ricevuto il bonus solo il 13% delle famiglie. La più importante misura redistributiva del governo Renzi, come era evidente sin da subito, ha ignorato le fasce più povere della popolazione. Sono queste caratteristiche del provvedimento che ne hanno determinato l’impatto territoriale.

Questo vuol dire che la misura ha avuto un fortissimo impatto Al Nord:

Al Nord il 25,4% delle famiglie ha ricevuto gli 80 euro; al Centro il 19%, nel Mezzogiorno il 18,5%. Dei 5,4 milioni di nuclei familiari beneficiari, circa 3 milioni, più della metà, sono del Nord; circa un milione del Centro, e circa 1,4 milioni del Sud.

Ora se al Nord il provvedimento, scrive il professore pugliese, ha ottenuto l’importante effetto di redistribuire il reddito, al sud non è avvenuto altrettanto, questo perchè:

il reddito medio delle famiglie beneficiarie del bonus è più alto, anche significativamente, di quelle che non l’hanno ricevuto. Cioè, all’interno del Mezzogiorno il provvedimento ha favorito più chi sta un po’ meglio, non chi sta un po’ peggio. Non ha toccato i nuclei più poveri, all’interno dei quali non ci sono lavoratori dipendenti (regolari). Quindi gli 80 euro hanno reso – da questo punto di vista – la distribuzione del reddito al Sud un po’ disuguale. I poveri sono diventati ancora un po’ più poveri in termini relativi.

I poveri disoccupati non hanno avuto alcun beneficio da questo intervento, e sono molti, e in significativo aumento, proprio nel Mezzogiorno.

Ciò a dimostrazione che la forte crisi che sta colpendo il Sud più che altrove è frutto anche di politiche completamente sbagliate e sperequative.

Tags: , , , ,

Comments are closed.