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Viesti: ecco perché il Sud ha votato No, al di là degli stereotipi

pulcinella

Al di là dei pregiudizi e degli stereotipi, sulla rivista Il Mulino, il professore Gianfranco Viesti prova a spiegare al pubblico radical chic non pagante, per quale motivo al Sud il fronte del no abbia sortito certi risultati così importanti, in termini referendari.

Partiamo dalla media votanti: al Sud si vota meno perchè c’è meno senso civico ed interesse per la res publica. In realtà scrive Viesti:

va sempre tenuto presente che la popolazione effettivamente presente nel Mezzogiorno (e quindi in grado di votare) è inferiore a quella residente. E comunque molto più alta che in precedenti referendum. Ciò suggerisce qualche considerazione meditata. Non solo sulle misurazioni del capitale sociale, ma anche e soprattutto sulle forme contemporanee di partecipazione e di espressione della volontà popolare. Azzardo solo una riflessione: mai come oggi i normali canali di rappresentanza politica, al Sud ancor più che nel resto del Paese, sono ostruiti

Tra l’altro il rimborso per il ritorno a casa valeva soltanto ad alcune specifiche condizioni.

A proposito della concezione sulla presunta minorità della espressione del voto meridionale (ricordate Chicco Testa?), Viesti aggiunge:

dando voce a convinzioni sulla «minorità» (e sull’irrecuperabilità) del Mezzogiorno che permeano larghi strati delle classi dirigenti del Nord, che semplicemente evitano di esprimerle pubblicamente, in maniera così avventata. Il Sud è conservatore? Il Sud è ribellista? Temo che sia assai difficile rispondere sulla base di solide evidenze: la ricerca socio-economica applicata nel nostro Paese è quasi scomparsa. Al di là di qualche rilevazione demoscopica, ignoriamo ciò che davvero sta avvenendo nella società meridionale e nelle sue diverse componenti.

Giornalisti e ruling class padana osservano il Sud dal calduccio delle proprie stanze (oltre che dal silenzio delle proprie coscienze) pretendendo di avere una chiara visione del homo terronicus. Un esperimento antropologico da osservare a debita distanza, da blandire con cocci di vetro a fini elettorali. E basta così. Ma al referendum c’è poco da promettere e i votanti mostrano il conto.

Conclude il docente pugliese

Si pensi solo che per come è stata disegnata l’azione redistributiva più importante (gli 80 euro) ne ha tratto beneficio una percentuale di famiglie decisamente più bassa al Sud rispetto al Nord; pur essendo le prime assai più povere. Certo, la disattenzione per il Sud non è stata prerogativa esclusiva dell’ultimo governo. Ma probabilmente nell’ultimo triennio moltissimi cittadini del Sud hanno toccato con mano, nei propri luoghi di vita e di lavoro, l’assenza di iniziativa.

 

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