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In ogni guerra ci sono quelli che, per soldi, per tanti soldi, remano contro la comunità in cui vivono.

Il blitz è scattato quando i funzionari della Dogane, controllando i codici sulle bollette di spedizione, hanno intuito che il materiale che stava per uscire dall’Italia poteva essere proprio di tipo sanitario. Da un controllo più approfondito è emerso che gli scatoloni contenevano componenti per la terapia intensiva (in pratica tutti i pezzi che collegano i respiratori ai pazienti). Ora saranno svolti approfondimenti per capire se ci siano margini per denunciare chi stava spedendo la merce (una grossa azienda specializzata, a quanto si apprende).

I dispositivi sono stati sottoposti a sequestro e messi a disposizione della Protezione Civile per il contenimento e la gestione dell’emergenza da coronavirus (Covid-19), in conformità alle recenti disposizioni legislative emanate dal Governo.  

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