“L’insulto razzista è catartico”

Gli insulti razzisti? Sono catartici. I tifosi che offendono? Inutile sanzionarli. Punire i club? La gente non capirebbe. Il rimedio? La tolleranza. Per quanto incredibili, sono le conclusioni della ricerca “Colour? What colour? Relazione sulla lotta contro la discriminazione e il razzismo nel calcio”, presen-tata nell’autunno del 2015 dalla Juventus nella sede parigina dell’Unesco, di cui il club di Andrea Agnelli è partner in tema, appunto, di lotta al razzismo.“Interessante da leggere” ma “ampia- mente ignorato da molti!”, si lamentava ieri il numero uno bianconero.

IL PODEROSO STUDIO (84 pagine), tuttora in rete, a pagina 73 affronta il problema delle sanzioni. “Un approccio pragmatico – si legge – suggerisce che l’insulto collettivo basato sull’origine territoriale sia difficilmente sradicabile con l’applicazione di veti e sanzioni. Secondo il timore espresso da un noto esperto, i tifosi non capiranno e diventeranno meno ricettivi sulla ne- cessità di disciplinarsi nell’uso di un vocabolario discriminatorio, sessista o razzista. In conclusione, la decisione più saggia sulla discriminazione terri- toriale consiste forse nel tollerare, tem- poraneamente, queste forme tradizio- nali di insulto catartico (…). Le sanzioni collettive non sono ammesse nei siste- mi giudiziari ed educativi delle demo- crazie progredite. È quindi difficile ca- pire perché dovrebbero rivelarsi effi- caci nel mondo del calcio”. (Da il Fatto Quotidiano del 29/12/2018 pagina 10)

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