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Perché mi piacciono le sardine (ma anche i purpi)

Trovo il nascente fenomeno delle sardine, la più grande e mirabile opera di situazionismo degli ultimi anni e, al contempo, una immensa dimostrazione di (finalmente) trollaggio politico.

La tanto auspicata rage aganinst the machine. Rage aganinst the beast, nella fattispecie.

Nulla a che vedere con i vaffa, i meet up e compagnia bella. Chi ha dato vita al movimento delle sardine è il Sergio Marquina della scena politica italiana. “Non avete il diritto che qualcuno vi stia ascoltare” è sublimazione libertaria della disobbedienza civile. Immaginatevi, il manifesto delle sardine letto indossando una tuta rossa ed una maschera di Dalì: opposizione fiera e dirompente al nulla (mistificatoriamente dimesso) dei populismi dell’ultimo lustro.

Cosa è stato contrapposto a Salvini negli ultimi cinque anni mentre incassava vittoria su vittoria? Nulla.

Cosa è stato mai opposto al razzismo leghista, contro meridionali, extracomunitari e “diversi” in generale dal rassicurante stereotipo “paTano”? Nulla.

Anzi, schiere di giornalisti adoranti si sono contesi il Felpmaresciallo nelle loro trasmissioni, altri hanno titillato il suo ego facendosi cantori delle più inutili epifanie social del suddetto. Comprese le furibonde reprimende finto tradizionaliste ed animiste (alla Gennaro d’Auria) con rosario d’ordinanza alla mano. Teorizzare strumenti efficaci di lotta, generali ed astratti, validi in qualsiasi epoca, ha prodotto 20 anni di berlusconismo e probabilmente altrettanti di salvinismo.

E sia dunque, indossiamo anche noi delle maschere: di Dalì, di sardine, di purpi veraci, di Sister Night, di Juliana Crain, di bruti oltre la Barriera. Contrapponiamo la fantasia, l’insostenibile leggerezza dell’essere, l’assenza di sintassi politica e delle paradossali tossiche e volgari formalità che ci hanno imposto populismi di natura diversa, negli ultimi anni, alla grammatica del mojito e alla prammatica del Papeete

Qualcuno, negli ultimi giorni, nei dotti editoriali, ha scritto che il movimento delle sardine rappresenta il nulla. “Il nulla non vale come risultato ma come punto di partenza del pensiero”, scriveva Franz Rosenzweig

PS: se non avete riconosciuto almeno il 70% dei personaggi citati in questa lettera, contribuirete, vostro malgrado a portare altri voti al Felpmaresciallo padano. O, in alternativa, si può sempre votare Calenda.