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STATISTICHE ISTAT / Al Nord più delitti che al Sud

I delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria nel 2015 sono stati 2.687.249, in diminuzione (-4,5 per cento) rispetto all’anno precedente. La diminuzione, rileva l’Istat nell’Annuario Statistico Italiano 2017, “è abbastanza generalizzata per le varie tipologie di delitto, pur con alcune importanti eccezioni”. In particolare, “risultano in diminuzione i delitti contro la persona: gli omicidi volontari consumati (-1,3 per cento) e, al loro interno, quelli di tipo mafioso, che costituiscono attualmente il 9,2 per cento del totale (quota più che dimezzata rispetto al 2004, quando era il 19,3 per cento), gli omicidi volontari tentati (-3,8 per cento), le violenze sessuali (-6,0) e le lesioni dolose (-3,2 per cento).

Anche lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione diminuisce del 10,3 per cento, confermando un andamento che ha portato nell’ultimo quinquennio a un calo complessivo del 34,4 per cento. Tra i delitti contro il patrimonio, in calo rispetto al 2014 i furti e le rapine (-7,0 e -10,6 per cento, rispettivamente) e la ricettazione (-7,6), mentre sono in netto aumento le estorsioni (+19,7 per cento rispetto all’anno precedente, oltre il 60 per cento nell’ultimo quinquennio).

Si nota anche una ripresa delle truffe e frodi informatiche (+8,8 per cento), che compensa ampiamente il calo osservato nel 2014. Tra i delitti contro l’incolumità pubblica, quelli in materia di stupefacenti sono in lieve diminuzione (-1,9 per cento). Il quoziente di delittuosità generico, calcolato rapportando il totale dei delitti alla popolazione, a livello nazionale è di circa 44 delitti per mille abitanti. Tuttavia a livello regionale è molto variabile, tra i 57 dell’Emilia-Romagna e i 26 della Basilicata.

Sei regioni, tutte del Centro-nord, sono caratterizzate da valori superiori alla media nazionale (e compresi tra 57 e 49 delitti per mille abitanti): si tratta di Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, Piemonte, Lombardia e Toscana. I livelli più contenuti si riscontrano in Basilicata e Molise (26 e 29 rispettivamente).

I tassi più alti si osservano nel Nord-ovest e nel Centro (51 e 48 delitti per mille abitanti), mentre sia le Isole sia il Sud si collocano ben sotto la media italiana (36 e 38 delitti per mille abitanti).

Nella lettura del dato territoriale, avverte l’Istat, è opportuno tenere presente la differente propensione alla denuncia nelle diverse aree del Paese, soprattutto per quanto riguarda i delitti considerati meno gravi dalle vittime.(AdnKronos)

A proposito di quest’ultima considerazione istat,  aggiungo quanto scriveva una nota del l’allora ministro Maroni, a pagina 38 del rapporto sulla criminalità del 2006/07:

 

A partire dal 2004 sono state introdotte innovazioni di grande importanza che mutano del tutto modi, tempi e contenuti del processo di raccolta dei dati. A partire da quell’anno, infatti, il vecchio sistema di trasmissione all’ISTAT dei dati relativi alle denunce sul modello 165, il prospetto su cui ciascuna delle tre Forze di polizia trascriveva il numero di reati di cui era venuta a conoscenza, è stato sostituito con un nuovo sistema di rilevazione, molto diverso e assai più efficiente e ricco di informazioni. Si tratta del cosiddetto SDI, acronimo di Sistema di indagine. SDI è una banca dati che raccoglie informazioni e comunicazioni di cui le Forze di polizia sono venute a conoscenza. Il contenuto dello SDI può essere ricondotto a due grandi categorie fondamentali. 

1) FATTI, cioè avvenimenti d’interesse per le Forze di polizia, che a loro volta si distinguono in reati ed eventi non sanzionati penalmente; 

2) PROVVEDIMENTI, cioè atti formali emessi dalle autorità competenti nei confronti di soggetti od oggetti coinvolti in uno specifico reato o evento. 

Per quanto riguarda i fatti, l’unità di rilevazione della banca dati non è necessariamente un reato o la denuncia di un reato, bensì il cosiddetto “fatto SDI”, un termine che include qualsiasi avvenimento di interesse per le Forze di poliziaGli individui possono essere inseriti nella banca dati in veste di autori di denunce, vittime di reati, autori di reati o persone sospettate di avere commesso reati. Di questi vengono raccolte molte informazioni relative a caratteristiche sociodemografiche e altre di interesse investigativo, come eventuali precedenti penali, o segnalazioni – ovvero informazioni provenienti da indagini condotte dalle Forze di polizia – o ancora provvedimenti emessi nei loro confronti dalle autorità competenti. Gli oggetti registrati nei fatti SDI possono essere documenti, automobili, targhe, armi, opere d’arte, beni rubati o qualsiasi altro oggetto di interesse per il sistema SDI. In questo caso sono raccolte molte informazioni. Le informazioni contenute in SDI provengono da tutte le Forze di polizia, compresa la Polizia Penitenziaria, la Direzione investigativa antimafia, il Corpo Forestale dello Stato e, indirettamente, i Corpi di polizia locali e le Capitanerie di Porto.

Come per una grande maggioranza dei fenomeni economici, politici e sociali, in Italia la variabile territoriale offre ricche e preziose informazioni. Ogni reato ha una sua precisa distribuzione a livello territoriale che è riconducibile a quelle caratteristiche che distinguono i borseggi dagli scippi e dai furti in appartamento. Ad esempio, questi ultimi sono più diffusi al Nord, mentre al Sud si rileva un maggiore numero di scippi. Questa è un’osservazione importante da tenere a mente perché smentisce l’opinione comune che tutti i reati siano in larga misura più frequenti nel Sud rispetto al Nord Italia. Si tratta di una credenza piuttosto diffusa e duratura nel tempo che si può far risalire alla scuola positivista italiana alla fine del XIX secolo, quando venivano attribuiti i più alti tassi di delinquenza – sia violenta che contro a proprietà – al meridione sulla base di aspetti razziali e indicatori socioeconomici delle due aree geografiche.

 Inoltre le differenze nel tipo di reato tra Nord e Sud non dipendono, come sostengono alcuni, da una diversa propensione a denunciare i reati subiti da parte dei cittadini sulla base di un supposto maggior senso civico di chi vive nelle regioni settentrionali. Le indagini di vittimizzazione hanno infatti mostrato che si denuncia di più quanto più alto è il valore della refurtiva e quando è stata stipulata una relativa assicurazione. I diversi tassi di furti, scippi e borseggi tra Nord e Sud si spiegano meglio sulla base delle opportunità che si presentano sul territorio e in base agli stili di vita e alle attività della popolazione.

L’ ammontare del danno subito e un’assicurazione sul bene rubato incidono fortemente sul tasso di denunce. Ciò dipende anche dal reato: difficilmente non si denuncia un furto in appartamento o quello di un auto (soprattutto se in presenza di polizza assicurativa).

 

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