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Appunti minimi di Pino Aprile sul Mose

Come sempre trovo interessantissime le caustiche spigolature di Pino Aprile sull’attualità:

Al Nord non si ruba, a parte eccezioni, in aree limitate. Anzi, per non fare di tutta l’erba un fascio, delimitiamo l’area: a Genova i dirigenti della banca Carige hanno qualche piccolo guaio con la magistratura, per qualche piccola vrancata di milioni di euro.

Torino e il Piemonte, con i bilanci dissestati, stanno contando le mutande verdi; se acquistate con denaro pubblico, vanno rese a chi le ha pagate: i cittadini italiani. Ce ne saranno per tutti?

A Milano dovranno depenalizzare ancora i furti, gl’imbrogli e le mazzette, perché se continuano così, dalle cliniche della morte finanziate con denaro pubblico all’orgia dell’Expo, non sapranno dove metterli gli aventi diritto. Persino i santi (intesi come San Vittore) hanno dei limiti. Di capienza.

A Venezia non li possono ospitare, perché stanno pensando di rimettere in funzione i “piombi” di letteraria memoria, per sistemare i loro aventi diritto a una finestra con le inferriate. Zaia, presidente della Regione (quello che, da ministro all’agricoltura, spendeva i soldi per la promozione dell’agroalimentare italiano, solo per prodotti del Nord) mi ha spezzato il cuore: non se l’aspettava! Non ha mai sentito dire, da nessuno, quello che anche i sassi si erano stufati di sentire: “E mo’ che viene fuori il marcio del Mose!”. Magari non perché si conoscessero i fatti, forse perché si conoscevano gli autori? Boh! Vallo a capire. Quindi, l’area ristretta interessata a questi fatti va dal mar Ligure (in alto a sinistra) all’Adriatico (in alto a destra), passando per la capitale amorale (in alto al centro). Conclusione: la latitudine non garantisce onestà, solo abbronzatura. I settentrionali non sono più ladri dei meridionali (né viceversa). Se adesso lo sembrano, è solo perché se uno è ladro, ruba più che può; se si tratta di miliardi, miliardi; di migliaia, migliaia.

Contro il rischio di generalizzare: a condurre l’operazione Mose, con magistrati di valore, la Guardia di Finanza. Inchieste come queste, decine di arrestati, un centinaio di indagati…, coinvolgono centinaia di persone. La cosa più facile è che una notizia sfugga, arrivi alla persona cui fa più comodo ricerverla. Beh, il generale della Guardia di Finanza in pensione non l’ha avuta. L’hanno preso. Tanto di cappello a quegli esponenti di una delle istituzioni statali più invise ai cittadini (insomma, sono quelli delle tasse…, no? Sì, delle tasse evase). Il primo marcio da eliminare è quello che hai in casa. Sepete cos’è la slupatura? Il tronco dell’ulivo marcisce dalla parte opposta al sole e cresce dalla parte che lo riceve. Il legno marcito può contaminare quello verde; così, il contadino, con una particolare zappetta ricurva, rimuove (slupa) il legno marcio e quello buono, risanato, cresce meglio e di più. Abbiamo tanto bisogno di una poderosa slupatura. La Guardia di Finanza ha dato un buon esempio (fra questo e le spigole aviotrasportate per l’allora generale comandante e i suoi ospiti, ce ne corre…).

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