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Cnel: a rischio l’unità del Paese, Sud isolato

Anche il Cnel nella sua relazione annuale si accorge della profonda frattura tra le due macro aree del Paese che, senza un intervento di programmazione economico forte ed organico da parte del Governo, come abbiamo più volte ricordato dalle pagine di questo blog per bocca di autorevoli economisti, può seriamente compromettere la tenuta unitaria di questo Paese.

“Il drammatico accentuarsi, negli anni della crisi, del divario fra Mezzogiorno e resto del Paese, pone in evidenza – si legge nella relazione del Cnel – un nuovo e più grave dualismo della nostra economia e della nostra società. Dopo la chiusura del ciclo quarantennale dell’intervento straordinario la programmazione del bilancio pubblico ordinario ha del tutto tradito la promessa di includere l’obiettivo della riduzione del divario fra le linee guida delle politiche pubbliche e per la ripartizione delle risorse”. I nuovi “drammatici” segnali del divario tra Sud e resto del Paese “segnalano il dissolversi della base industriale, la crescente distanza nella fruizione dei servizi sociali essenziali, la grave arretratezza delle amministrazioni decentrate e dei governi locali nel Sud”. Serve, dunque, un programma nazionale, che “imponga la fissazione dei livelli essenziali in tutte le materie delle politiche sociali, un pavimento di welfare universale”. Questa disciplina legislativa generale dovrebbe costituire, secondo il Cnel, “il fondamento e il criterio guida per la ripartizione delle risorse e per la definizione di politiche che intervengano sulle situazioni di disagio e che riducano le disuguaglianze. Tra queste, diventa sempre più drammatico l’ampliarsi del divario Nord-Sud: il rapporto, grazie anche al recente accesso ai conti pubblici territoriali, conferma la progressiva desertificazione del territorio meridionale, sia in termini economici che di perdita del capitale umano” (Fonti: Aska News, Wall Street Italia, Agi)

Continuare a dividere l’Italia in aree locomotiva e aree rimorchio finirà per affossare sia le une che le altre. E ricordiamoci anche che quando non è lo Stato a garantire forme di welfare per i cittadini, intervengono forme di “assistenza” border line, ammortizzatori sociali che appartengono quasi sempre all’anti Stato.

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