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Dopo l’Adriatico, vogliono “spertosare” lo Jonio

Permesso Enel Longanesi d92FR-ENLa Ola rende noto che, con Dec VIA favorevole con prescrizioni da parte dei Ministeri Ambiente e Beni Ambientali e Turismo del 12/6/2015, è stato rilasciato, nonostante i pareri dei comuni e delle associazioni, la compatibilità ambientale relativamente al progetto consistente nell’effettuazione di una indagine sismica 3D nell’ambito del permesso di ricerca di idrocarburi denominato “d 79 F.R-.EN”, nel Mar Ionio Settentrionale, presentato dalla Società Enel Longanesi Developments S.r.l.

L’area interessa 848 Kmq e il progetto interessa le Regioni Calabria, Basilicata e Puglia; Province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce; Comuni di Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Cariati, Scala Coeli, Mandatoriccio, Pietrapaola, Calopezzati, Crosia, Rossano, Corigliano, Cassano, Villapiana, Trebisacce, Albidona, Amendolara, Roseto Capo Spulico, Montegiordano, Rocca Imperiale, Nova Siri, Rotondella, Policoro, Scanzano, Pisticci, Bernalda, Ginosa, Castellaneta, Palagiano, Massafra, Taranto, Leporano, Pulsano, Lizzano, Torricella, Maruggia, Manduria, Porto Cesareo, Nardò, Galatone, GaIlipoli, Taviano, Racale, AlIise, Ugento, Salve, Morciano, Patù e Castrignano del Capo.

Il progetto prevede l’operazione di acquisizione sismica a mare attraverso strumentazione idonea all’individuazione di accumuli di idrocarburi gassosi nel sottosuolo marino, nell’area ubicata nel Golfo di Taranto ad una distanza minima dalla costa pari a 35 km.

La Ola ricorda che erano state presentate sull’istanza le osservazioni/opposizioni della Città di Policoro in data 03/09/2013,dell’Avv. Giovanna Bellizzi per Comitato Mediterraneo No Triv in data 03/09/2013 ,del comune di Nova Siri in data 05/09/2013, del Comune di Cariati in data 06/09/2013, dll’Organizzazione Lucana Ambientalista in data 06/09/2013, della Provincia di Cosenza in data 09/09/2013, del WWF Italia – sezione regionale Basilicata in data 09/09/2013.

Per la Ola l’autorizzazione dei Ministeri riapre un fronte di opposizione da parte delle comunità e degli imprenditori turistici ed agricoli delle tre regioni contrari alla volontà governativa di imporre le trivelle in un’area marina e costiera le cui vocazioni sono sempre più minacciate dalle trivelle petrolifere.(fonte: Organizzazione Lucana Ambientalista)

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