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Dossier Regione Campania: il cittadino campano è quello che costa meno allo stato

Un dossier diffuso dalla Regione Campania e ripreso dal quotidiano Il Mattino, sfata l’ennesimo luogo comune sui cittadini campani e meridionali, ovvero che costino tanto allo Stato, per gli sprechi che nella regione vengono posti in essere, e che giustificano quindi il motto “prima il nord” tanto caro all’elettorato leghista dell’intera penisola.

Secondo i dati della Regione Campania, infatti, ogni abitante della Campania costa 12.822 euro. Oltre 5mila euro in meno della media nazionale. Al di sopra di questa soglia ci sono i «paperoni» d’Italia: il Piemonte (18.267 euro), l’Emilia Romagna (18.503), la Lombardia (20.052), il Lazio (25.334). Nella parte bassa della classifica si incontrano, invece, Toscana (17.618 euro), Veneto (15.788) e tanto Mezzogiorno: Calabria (15.033), Sicilia (14.417), Puglia (14.035) e appunto la Campania. Naturalmente il valore pro capite è strettamente collegato alla densità di popolazione: dove ci sono più abitanti occorrono maggiori servizi. E, quindi, inevitabilmente capita di dover stringere la cinghia. Come avviene in una famiglia molto numerosa.(Il Mattino)

Come si rileva dunque, il dato è piuttosto omogeneo in tutto il Mezzogiorno d’Italia, distruggendo l’alibi cavalcato ad altre latitudini per ottenere voti.

Ma proprio dove c’è più bisogno, è il ragionamento che fanno il presidente Stefano Caldoro e gli altri governatori meridionali, servirebbe un aiuto maggiore da parte dello Stato. Attraverso i trasferimenti di risorse e non solo. Questo, invece, molto spesso non avviene a causa – osservano – di criteri discutibili e di un sistema perequativo che scricchiola pericolosamente.

Così Salvatore Varriale, capodipartimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali di palazzo Santa Lucia: «La spesa pubblica allargata delle amministrazioni centrali è la quarta in valore assoluto ma, rapportando queste cifre alla popolazione, la regione Campania diventa ultima per spesa pro capite sostenuta dalle amministrazioni centrali. Ciò – sottolinea Varriale – sfata il mito della Regione spendacciona e pone semmai un problema di qualità della spesa e di maggior sostegno del territorio ad ogni livello».

Un’altra bufala, archiviata.

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