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Expo: si al coccodrillo no al porcellino sardo

Discriminazione alimentare? E’ quello che paventano gli operatori agroalimentari sardi, fatto sta che appare piuttosto bizzarro che a Milano, per l’Expo, si possa degustare carne di coccodrillo, quella di insetti e non quella dei suini sardi. La causa è nel blocco dei suini che arrivano dall’isola per la peste suina. Il ministero ha ribadito il suo no.

«È irragionevole che per l’Expo venga concessa una deroga alla carne extra Ue e si neghi alle carni suine sarde trattate termicamente, i cosiddetti “porcetti termizzati” di arrivare nel Padiglione Italia a Milano. Serve un intervento del ministro della Salute. Le carni suine termizzate non rientrano tra quelle a rischio di peste suina africana» ha dichiarato in una interrogazione parlamentare Roberto Capelli.

«È inaccettabile che il ministero della Salute e la Commissione europea stiano valutando di autorizzare l’arrivo all’Expo 2015 di prodotti animali provenienti da tutto il mondo, che non rispettano le normative vigenti nell’Ue e continuino a impedire il movimento delle nostre carni suine sane e termizzate, che è risaputo non creerebbero alcun problema di carattere sanitario. Esistono norme comunitarie che disciplinano per la Regione le deroghe per l’esportazione di carni trattate e il ministero deve autorizzare questi movimenti, senza imporre ostacoli incomprensibili. Noi osserviamo le leggi e lo stesso devono fare a Roma e Bruxelles nei confronti delle 8 mila aziende sarde che rispettano i requisiti di biosicurezza» ha replicato  l’assessore regionale all’Agricoltura Elisabetta Falchi.

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