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Grano, una nuova moneta per la Sicilia

Trovo molto interessante questo studio di Giuseppe Pizzino e del Progetto Sicilia sulla moneta “Grano”, alternativa siciliana all’euro.

Progetto Sicilia è uno studio attraverso il quale si suggerisce un percorso di crescita e di sviluppo sostenibile. Il fine del programma è il lavoro: creare la massima occupazione. Lo strumento per raggiungere l’obiettivo è il sistema monetario regionale Grano, alternativo al sistema delle Bce, che consente di recuperare le risorse finanziarie necessarie per realizzare gli investimenti infrastrutturali e strategici.

Il problema specifico e contigente è rappresentato nella mancanza di liquidità, irrisolvibile con l’attuale sistema monetario, quindi, occorre adottare subito un sistema nuovo, il Grano.

Il Grano è una divisa territoriale che dà risalto al concetto di filiera corta, nasce libera dal vizio del debito e dell’interesse, ha funzione di strumento di scambio e di pagamento, e rende improbabile la formazione di una riserva di valore.

Il Grano include un incentivo (1 Grano vale 2 Euro) alla sua circolazione per rinvigorire lo scambio all’interno del territorio. Il Grano supporta la produzione regionale di beni e la fornitura di servizi, e, né fa un punto d’onore l’acquisto preferenziale di origine indigena.

Il Grano porta nuovo potenziale per la crescita economica alle piccole e medie imprese siciliane che sono responsabili della creazione dei posti di lavoro e che fanno profitti attraverso i mezzi di produzione, non dagli investimenti finanziari. Il Grano è una valuta legale e fattuale che deve guadagnare legittimità “convenzionale” attraverso la fiducia della popolazione e le iniziative che le Istituzioni adotteranno per promuovere la sua diffusione ed il suo utilizzo su tutto il territorio della Regione Siciliana.

Questo è possibile solo se vengono combinati determinati fattori. Primo, lo strumento operativo: una moneta elettronica che deve essere usata in analogia alla moneta scritturale bancaria come mezzo di scambio e di pagamento. Secondo, un “Patto d’interesse generale” che consente la spendibilità del Grano attraverso un sistema di conti per ciascun partecipante. Terzo, la struttura Istituzionale: la Banca Complementare Siciliana che, garantendo con beni reali la convertibilità, gestisca il nuovo sistema monetario regionale.

La composizione di questi fattori soddisfa tutte le funzioni del sistema monetario classico, laddove sia considerato sovrano. In contrasto con l’Euro, ha le seguenti caratteristiche: non è uno strumento “ufficiale”, significa che nessuno è obbligato ad accettarlo, l’accettazione è solo volontaria; il suo uso è limitato solo dalla geografia; il Grano per la valuta ufficiale comporta un tasso di cambio pari a 2 Euro; il Grano non comporta interessi, non è emesso a debito, e, viene accreditato.

Le due valute, quella nazionale/internazionale e quella regionale, sono progettate per soddisfare differenti funzioni. L’Euro è più adatto per gli scambi internazionali, per la competizione, l’accumulo e la redistribuzione della ricchezza attraverso i risparmi e gli investimenti che richiedono un dividendo che cresce esponenzialmente

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Diversamente, il Grano è più adatto per promuovere obiettivi sociali, culturali ed ecologici. Il Grano è un marchio che deve avere e anche garantire una certa qualità, con lo sviluppo dei livelli di qualità, si distingue deliberatamente dalle altre valute ufficiali.

Il Grano ha le sue caratteristiche distintive all’interno di questo scenario: connette gli operatori all’interno della Regione, beneficiando tutti i partecipanti al Patto d’interesse generale; funziona all’interno del contesto dell’economia regionale; è complementare alla pre-esistente valuta nazionale; riduce il rischio a lungo termine sia d’inflazione che di deflazione; la sua circolazione è promossa con un sostanzioso incentivo; è adottato Istituzionalmente ed è non profittevole; è democraticamente controllato e funziona in modo trasparente; è utile ai membri della comunità individualmente, alle PMIS ed agli enti locali; incoraggia un pensiero ecologico, crea vie di trasporto più corte ed efficienti; incoraggia la comunità regionale rinforzando l’identità tradizionale. il Grano complementa l’Euro.

Non è contro l’Euro. Non nasce per rimpiazzarlo. Per questo si parla di valuta complementare e non alternativa. L’autonomia economica e finanziaria è più raggiungibile nelle regioni con maggiore diversificazione di produzione e paradossalmente con maggiori penalizzazioni geografiche, come lo è, di fatto, la Sicilia. La costruzione di un’economia regionale crea un nuovo principio di base per le politiche economiche e sociali. L’introduzione di valute regionali può dimostrarsi come uno dei più potenti strumenti per la realizzazione di un nuovo progetto d’integrazione a livello europeo. Iniziative e programmi regionali esistenti diventano i “soci naturali” di questo rinnovamento sociale. L’attuale sistema monetario funziona come un’idrovora che aspira il capitale fuori dalle regioni dove viene generato e lo riversa in quelle regioni, dove ottiene il massimo profitto. E’ della massima importanza il limitare geograficamente la circolazione monetaria che esiste primariamente e soprattutto per soddisfare le esigenze della regione.

Creando un “argine” per mantenere la moneta al suo interno, può dimostrarsi l’unico modo a disposizione di una regione per mantenere la sua liquidità, “Sicilia docet ”. In altre parole, se il Grano deve servire la Regione, a differenza dell’attuale valuta che segue unicamente il maggior profitto, la sua circolazione deve essere limitata alla Sicilia. In questo momento la nostra valuta è simultaneamente un mezzo di scambio, uno standard di valore, un’unità di conto ed un mezzo di riserva del valore. Il problema fondamentale è che come sistema di riserva di valore viene associato con la crescita esponenziale della domanda e con la mobilità illimitata.

Poiché oggi gli investimenti nei mercati finanziari rendono maggiormente che gli investimenti nelle imprese produttive, sempre meno moneta fluisce, dove i posti di lavoro vengono creati.

I compiti primari del Grano sono ottimizzare il suo ruolo come mezzo di scambio, come unità di conto (valida solo all’interno di un’area geografica limitata) e come deposito di valore progettato esclusivamente per garantire investimenti strategici e durevoli che darebbero lavoro a 250.000 disoccupati siciliani. Il Grano consente riequilibrare: il gap infrastrutturale rispetto al resto d’Italia; la differenza del numero degli occupati rispetto al tasso di attività; il reddito disponibile delle famiglie da € 13.000 a € 18.000, riportando questi indicatori nelle medie nazionali; infine, il pil regionale, che crescerebbe nel 2014 da € 82 a 96 miliardi, pari a circa un punto percentuale del pil Nazionale.

Lo studio è diventato una proposta di iniziativa popolare all’ARS, il parlamento regionale siciliano.

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