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La concorrenza sleale dei tassi di interesse tra Nord e Sud

 

La concorrenza sleale dei tassi di interesse tra Nord e Sud

La frase che viene ripetuta dagli epigoni di Bombrini (che da direttore della neonata Banca d’Italia inveiva”al Sud non siano più capaci di intraprendere!”) suona più o meno così: invece di lamentarvi sempre, voi al sud, rimboccatevi le maniche.

Bene. Premessa la carenza di infrastrutture che uniscano in maniera quanto meno civile, le città del Sud tra loro (da Bari a Napoli occorrono 4 ore di treno, se poi volessi stipulare un contratto a Matera e volessi raggiungerla in treno, potrei anche rinunciarci,visto che non è previsto alcun collegamento ferroviario); premesse anche certe circostanze di natura “umana” (altrimenti detto “pizzo” o “racket”), v’è una ragione di carattere economico che pone un divario fortissimo tra gli imprenditori che esercitano la propria attività professionale al Centro-Nord e quelli invece che la esercitano nel Mezzogiorno.

Secondo un recente studio di Confartigianato, infatti, una enorme differenza si rileva per i tassi di interesse praticati, tra le diverse aree geografiche di questo paese: i più elevati per le aziende italiane si registrano a Crotone dove gli imprenditori pagano l’8,21%, con un aumento di 161 punti base tra giugno 2011 e giugno 2012. Seguono Vibo Valentia, a pari merito con tassi d’interesse dell’8,21% ma cresciuti di 257 punti base in un anno, e Cosenza con tassi al 6,97% aumentati di 199 punti base. All’altro capo della classifica, i tassi d’interesse più bassi si registrano a Bolzano: 3,91% (+76 punti base in un anno), seguita da Trento (tassi del 4,52% cresciuti di 105 punti base tra il 2011 e il 2012) e da Cuneo (4,60%, + 107 punti base in un anno). A Crotone, quindi il credito per un’impresa è due volte più costoso rispetto a Bolzano, con un divario di 430 punti base. A conferma di uno spread sempre più elevato tra le diverse aree del nostro Paese.

Ciò significa che se un imprenditore crotonese ottiene un prestito di 100 euro, dovrà restituirne poi 108.21 Se invece il medesimo prestito lo ottiene (e molto più facilmente) un imprenditore di Bolzano, dovrà restituirne 103,91.

Davanti a questo divario formato da diverse tessere, non sa di beffa il “dovete rimboccarvi le maniche”?

Non vi sembra che a questo punto, vi sia una concorrenza sleale all’interno dello stesso Paese, basata proprio sulla differenza di accesso al credito e sul divario relativo ai tassi di interesse?

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