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Marco Esposito ed Emanuele Felice: perchè il Sud è rimasto indietro?

Due tesi opposte a confronto sul tema della debolezza economica del Sud. Emanuele Felice, autore di un saggio sull’argomento, accusa le classi dirigenti meridionali, che operano per la rendita e non per lo sviluppo; Marco Esposito, giornalista economico del Mattino, analizza i dati delle politiche nazionali, ritenute responsabili del divario di ricchezza fra le diverse aree del Paese.

Senza voler essere oggettivo ma assolutamente fazioso, io il libro di Emanuele Felice l’ho letto ed in taluni punti sembra contraddirsi da solo, oltre che esser confutato dagli studi del professor Malanima.

Credo che sia del tutto strumentale e paradossale (viste anche le ultime vincede giudiziarie con flussi di denaro sottratti agli investimenti per il Sud) dire è “tutta colpa…”, del Sud.

I mali del Sud nascono da un pese unificato in maniera duale, con una parte scientemente destinata a fungere da colonia interna per lo sviluppo industriale dell’altra, con minori diritti. Così non fosse giù al Sud, avremmo i treni come nel resto d’Italia, autostrade e non la Salerno-Reggio Calabria, più università e non emigrazione culturale, più aeroporti, gli asili al quartiere Sanità, l’Ilva in condizioni di sicurezza e la Terra dei Fuochi che si hiamerebbe ancora “Terra di lavoro” con distese di coltivazione d’origine protetta.

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