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Milano è…la la la la…sciala la la la…Expo!

Ero davvero di cattivo umore stamattina. Una pila di bollette da pagare, il vicino che si lamenta perchè dice che ho le pantofole rumorose, un pelo incarnito sul naso. Avrebbe potuto iniziare peggio la giornata? Fino a quando l’illuminazione di gioia che precede un tracollo peggiore. Vengo rapito da un vortice di musica, colori e immagini anni 80 che mi portano indietro nel tempo…al quando “si stava meglio, quando si stava peggio”, ai pomeriggi tra Nutella e Mazinga, alla buonanima di Craxi prima di Renxi.

La osservo e ne resto visivamente drogato, penso, una parodia meravigliosa che evidentemente un genio ha realizzato per ridere un pò su quello che viene definito un EVENTO in grado di contribuire alla crescita di Milano, della Lombardia, del Norde, del Sudde e dell’Italia. Immagini al limite della psichedelìa da pinghefloyd, un tormentone che ti rapisce catapultandoti con ironia nell’evento.

Non riesco a smettere di ascoltarla, ma chi l’ha fatta, Crozza? O Gino Fastidio con il Tastierino Robotronico regalato dai Transformers, quello sdeghetè sdeghetè? No no, aspetta questa mi riporta alla memoria il ritornello della televendita del vibromassaggiatore che vendevano nelle tv commerciali 20 anni fa, ve lo ricordate, con la modella che vibrava come burro nella lavatrice ed ammiccava? Si, si..Milano è…Milano è..scialalà là…

Poi la doccia gelata. Non è nessuna parodia. Come no? No. E’ la sigla ufficiale dell’Expo? Ma che dite? Ma se ci hanno rotto le scatole per mesi che volevano i bronzi di Riace, idee platoniche dell’arte e della classicità, fondamenta della Magna Grecia, protesi ideali di armonia e poi …questo?? Con L’Uomo Vitruviano di Leonardo che rappa “Milano è shopping”?

Ma tu pensa se i calabresi mandavano i bronzi, ce li ritrovavamo legati ad un palo della lap dance nella sigla “Milano Ecspò oh oh oh sciala là là là…spuntini selvatici. (che mammasantissima sono?) yeah…”.

Aggiat pacienz…e pensare che per settimane vi siete pure inalberati ed indignati, in senso esteticamente nominalista, perchè il naso del logo dell’Expo si chiamava Uagliò e invece andava sostituito con un più milanese “Ambrogio”…

PS: nelle ultime ore i capoccia dell’Expo hanno preso le distanze dal video “Il brano non ha la nostra autorizzazione , non ne sappiamo niente”. L’Autore, Sebastiano Fumagali in arte Sebax aveva dichiarato “Abbiamo presentato la nostra canzone “Milano è Expo e l’organizzazione ha deciso di farla diventare l’inno ufficiale che si affiancherà alla composizione lirica di Andrea Bocelli. Siamo al settimo cielo e incrociamo le dita perché questa canzone diventi un successo per noi, per la Brianza e per un evento così importante come l’Expo di Milano ”. Insomma fateci capire, chi è che racconta la verità?

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2 comments

  1. Questa roba è raccapricciante, ma sinceramente chi viene dalla terra dei gigi d’alessio, dei neomelodici/ camorristi come alfonso mangella, marco marfè, mary marino( 12 enne!) con i loro testi che esaltano le donne d’onore e i boss sanguinari, ha ben poco da scandalizzarsi.

    • beh che colpa ne ho io dei nomi da te citati,un fenomeno tra l’altro morto e defunto che vive soltanto di comparsate dichiaratamente trash? E poi mica hanno mai fatto sigle per eventi istituzionali..
      Pure tu vieni dalla terra del bunga bunga e delle olgettine, ma non per questo ti considero immune dall’indignazione per il cattivo gusto…

      PS: e comunque hai dimenticato gente come Franco Calone, Tommy Riccio…torna più preparato, la prossima volta…