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Più magalliano di Magalli, Fulvio Abbate: i calabresi chiedano scusa

Ho ascoltato ieri sera Giancarlo Magalli discolparsi per le frasi contro i calabresi e minacciare querele.

Allora questo è il video, un documento in cui ognuno può verificare quanto dichiara il conduttore:

Ma come in ogni polemica che si rispetti e che riguardi meridionali e terroni, spunta sempre l’esponente radical chic meridionale che diventa più realista del re. Signori, ecco a voi Fulvio Abbate, giornalista e scrittore siciliano secondo cui a scusarsi dovrebbero essere i calabresi, permalosi e, come tutti i meridionali, in fondo un po’ mafiosi.

Io vi riporto lo screenshot di Intelligonews con l’intervista, così poi se l’autore si sente turbato o diffamato per quello che non avrebbe dichiarato puo’ far riferimento direttamente alla testata di cui sopra:

lutam

Abbate evidentemente appartiene a quella sinistra per cui il garantismo, l’antirazzismo e la lotta contro i pregiudizi valgono erga omnes tranne che per i “terroni” (chissà cosa avrebbe detto Abbate se anzichè telefonare ad un abitante di Rosignana, Magalli avesse espresso medesima “ironia” verso un cittadino di Tunisi, o Tel Aviv e lo dico avendo i geni di chi nel corso dei secoli ha conosciuto le persecuzioni e l’antisemitismo).

Non si spiegherebbero altrimenti frasi come: “Il Sud con tutta la sua cultura mafiosa e paramafiosa (lo sosteneva anche Gianfranco Miglio ideologo leghista, ndr)”, che generano, manifestate proprio da un comunicatore, quelle rappresentazioni generali ed astratte, lesive della dignità di un popolo, che identificano, poi, verso l’universalità dei meridionali quei sentimenti di sospetto e gomorrismo per i quali, ad esempio,  “Gomorra e il boss delle cerimonie rappresentano Napoli”.

Verrebbe poi da chiedersi come mai certa “ironia” sia sempre a senso unico. Voglio dire, visti gli sviluppi di cronaca, le classifiche sui reati, l’omertà diffusa anche a Settentrione (prego leggere queste intervista al commissario Antiracket) se avessimo sostituito Milano con Rosignana, chi avrebbe avuto da ridire? Parlare di mafiosità come caratteristica prettamente meridionale è ormai assolutamente anacronistico e fuori luogo; formare nuove generazioni su questo assunto vuol dire abbassare l’attenzione e diminuire gli anticorpi nei confronti di qualsiasi attività illecita che venga compiuta oltre i confini del Garigliano.

 

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