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Quel piumino da 2000 euro che era made in Puglia

Quando ho visto le oche di mezzo, ho pensato, “ogliòc stasera Report sgama l’insalubrità del fois gras, stà a vedere che prima o poi se la prende pure cò per e o muss“. In realtà, per fortuna mi sbagliavo e la Gabanelli, con la sua redazione, ha sgamato uno dei più grandi artifizi che i brand del lusso creano. L’illusione.

Meglio, ti vendo un piumino a 1500 euro. A me costa 35/40 euro. E tu per comprarlo fai pure la fila e magari i debiti.

Che c’entra tutto ciò col Sud? C’entra eccome perchè, nella migrazione di queste aziende (che si bullano di essere depositarie del sacro verbo del Made in Italy e fanno gasare giovani Presidenti del Consiglio) verso lidi sempre meno cari per costo del lavoro, prima di raggiungere la Transnistria (che non è una Nazione del Risiko, ma una autoproclamata repubblica sovietica indipendente che nessuno conosce) dove con un centinaio di dollari al mese fai felice un operaio, erano passati anche per la Puglia. Lecce e Bari.

Prima, gli hanno fatto assumere personale e comprare macchine (“aò stai lavorando per un brand del lusso eh, mica pizza e fichi”) e poi da un giorno all’altro se ne sono andati verso est, Romania, Moldavia e Transnistria. Tanti saluti, al massimo ti mandiamo una cartolina.

La differenza tra la Puglia e la nostalgica repubblica sovietica? 20 euro a capo.

Meraviglioso il commento di uno dei boss di queste fabbriche, italiano ovviamente. “Degli operai italiani? non me ne frega un ca***” e giù una bella risata. Fino al prossimo giro, quando un altro paese offrirà manodopera ad un costo ancora minore ed i nomadi del Made in Italy si sposteranno ancora. Per la soddisfazione dei nuovi servi della gleba. Che però hanno fatto un gran bel piumino.

Un viaggio partito dalle piccole fabbriche meridionali e terminato ad est.

La cosa più divertente di questa fiera dell’assurdo è l’indignazione per le oche spennate vive (letteralmente, poverine) e non, con tutto il rispetto per le oche, per gli operai e gli imprenditori (conto terzi) spennati come le oche.

Badate che i brand del piumino di lusso non sono gli unici a comportarsi in un certo modo. Sarebbe da ingenui crederlo. Un giorno qualcuno andrà a fare qualche inchiesta pure tra i sottoscala della provincia napoletana, che li riconosci solo quando “Blitz della finanza scoperti dei capi di XYZ identici all’originale”. Ma proprio uguali, irriconoscibile la differenza. Chissà perchè…

Il video

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