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Monnezza sotto la Milano Brescia: Rondolino, Adinolfi, che dite ora?

Qualche tempo fa, il blogger Adinolfi ed un esperto di comunicazione come Fabrizio Rondolino, dissero più o meno che i rifiuti tossici c’è lì meritavamo , noi cittadini della Terra dei Fuochi, perché eravamo gente omertosa e fondamentalmente di sterco perché avevamo permesso tutto ciò (qui e qui potete trovare qualcosa in merito (Nel blog ho avuto anche modo di pubblicare testimonianze di denunce sugli svernamenti,susseguite si negli anni)

Per non parlare della possibilità di rifiuti tossici gettati in mare nel porto di La Spezia, la cui notizia è stata data ieri da Presa Diretta su Rai 3.

Sia il programma della Rai che Sky parlano oggi di rifiuti interrati addirittura sotto alla Milano Brescia.

Qualcuno la chiama già l’autostrada dei veleni. È la Milano-Brescia, un tratto della A-4, la Torino-Venezia. Chilometri di asfalto che taglia un paesaggio fatto di industrie che si alternano a campi coltivati. E’ sotto a questo manto stradale che solo qualche mese fa sono state trovate scorie di fonderia, scarti di lavorazione. Tonnellate di rifiuti di ogni tipo seppelliti sotto una delle direttrici stradali più trafficate d’Italia.
Li hanno trovati durante gli scavi di ampliamento dei tunnel dell’Alta Velocità e della Brebemi, nel territorio di Castegnato, a pochi chilometri da Brescia. Rifiuti usati probabilmente 20 anni fa per realizzare il terrapieno sul quale è stata costruita la terza corsia della A4, portati lì sotto dalle discariche che sorgono nei dintorni di Castegnato forse quando la legge sul riutilizzo delle scorie non era ancora così rigida. O forse proprio in violazione di quella legge. Da chi però al momento non è dato saperlo.

Cromo esavalente: valori 140 volte superiori ai limiti – È proprio tra quei rifiuti che l’Arpa di Brescia, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, ha trovato cromo esavalente, sostanza cancerogena, in concentrazioni pari a 6980 microgrammi per litro contro un limite massimo consentito dalla legge di 50 microgrammi per litro. Il che significa che i valori sono 140 volte superiori ai limiti. Più di un campanello d’allarme che ha portato l’Arpa ad analizzare anche la prima falda acquifera della zona.
Sono stati sistemati a valle e a monte del cantiere Tav sei piezometri che hanno rilevato la presenza in quantità superiori a quelle consentite, oltre che di manganese, di tricloretano, un solvente sgrassante utilizzato nella seconda metà del ‘900 nell’industria meccanica e metallurgica (0,9 ug/l su limite di 0,2 ug/l).
Dalla prima falda acquifera, però, rassicura il sindaco di Castegnato, Giuseppe Orizio, non viene attinta acqua né per bere né per irrigare i campi.

Cosa diranno ora Adinolfi e Rondolino? Anche in questo caso è colpa dei cittadini? Per la cronaca, i giornalisti intervenuti a Presa Diretta, facevano presente che gli sversamenti avvenuti, in Liguria e Lombardia ad esempio, sono stati posti in essere senza l’intervento della criminalità organizzata come avvenuto in Campania e Calabria.

Ecco qui il servizio

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