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Schiavone a Lunaset “Comprate le mozzarelle dell’agroaversano, non tutta la terra dei fuochi è inquinata”

Le interviste che Carmine Schiavone concede alle emittenti nazionali, sono già viste ormai. Per gli aficionados come me di  tutta la fenomenologia di Carmine Schiavone, è un tutto già visto e già sentito.

Il cuore vero e reale, grezzo e verace, assolutamente neorealista, del collaboratore di giustizia  viene concesso a Francesca Nardo ed alla rete casertana Lunaset. Almeno un paio di volte al mese, dallo scorso settembre.

E lo scrivo, col black humor di chi ormai si sente, insieme a tanti altri, come parte di una grottesta fiction che si chiama realtà.

L’ultima intervista, di dieci giorni fa, ripete alcuni punti già toccati nelle precedenti aggiungendo alcuni elementi importanti che metto in evidenza.

L’appello, ad esempio a consumare mozzarelle dell’agro aversano, che lui stesso e la propria scorta consumano quando scendono in Campania per i processi, perchè non tutte le aree a nord della Campania sono inquinate.

Poi le ripetute (e consuete ormai) accuse sulla gestione dei pentiti, lasciati soli, le accuse su chi s’è fregato i propri beni, l’invito alla Corte dei Conti ad indagare sulle creste che alcuni funzionari si sarebbero intascati, sfruttando i pentiti (pagando agli avvocati parcelle più alte, intascandone la differenza; pagando canoni di affitto di cui i pentiti non usufruirono completamente, intascando anche qui la differenza tra quello richiesto dal proprietario e quanto effettivamente pagato).

Le accuse alla politica di fermare l’azione dialcuni magistrati.

La scoperta di un piano per farlo ammazzare in cella, spedito con uno stratagemma in un carcere normale, anzichè quello speciale allestito per i collaboratori di giustizia.

Accuse su un traffico d’armi condotto su navi che trasportavano cemento sfus, tutto noto ai servizi segreti.

E la confessione che anche il padre sarebbe una vittima del cancro della Terra dei Fuochi.

Infine la confessione sulla importanza del porto di Gaeta come porto che fungeva da centro logistico del clan per spedire immondizia anche in Somalia.

Un’ora e un quarto di intervista. Per gli appassionati del genere:

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