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29
Mag 14

Altro schiaffo alla città di Taranto

Non bastavano le conseguenze politiche, occupazionali ed ambientali del caso Ilva. La città di Taranto, sul cui insistono anche le raffinerie dell’Eni,  con tutto quello che comporta, ha ricevuto un altro schiaffo.

Secondo quanto riporta il quotidiano di Puglia: gli operatori del Consorzio Lts (Logistica Trasporti e Servizi) di Taranto, che trasportano il carburante della raffineria Eni, hanno indetto lo sciopero delle attività con decorrenza immediata e ad oltranza per protestare contro la decisione dell’azienda di assegnare, a decorrere dal primo giugno prossimo, il servizio di autotrasporto dei prodotti di raffinazione a due aziende non locali, di Alessandria e Roma.

Per il Comune quella dell’Eni è”»una decisione assunta senza una previa comunicazione alle istituzioni cittadine”, adottata dall’azienda, “pensando o forse sperando che essa – conclude la nota – sarebbe stata accettata supinamente da una categoria e da una città che di torti ed abusi ne ha già subiti abbastanza”.

Insomma non solo hanno sedi legali lontane dal territorio che “usano”, ma neanche più la “carità” di usare servizi degli operatori locali.


06
Mag 14

Taranto arriva Salvini il cui partito approvo’ il salva Ilva

Così Angelo Bonelli, esponente dei Verdi, sul proprio profilo Facebook:

Matteo Salvini,senza provare vergogna, oggi va a fare la sua conferenza stampa di fronte ai cancelli dell’Ilva, dimenticando come la Lega si sia opposta in ogni sede parlamentare europea e nazionale ad un futuro diverso per Taranto. La Lega Nord e’ complice di tutti quei provvedimenti di legge che hanno contribuito ad aumentare l’inquinamento ambientale da diossine nella città di Taranto come l’approvazione del decreto approvato nell’agosto del 2010 voluto dal governo Berlusconi e votato dai ministri e parlamentari leghisti che aumentava i limiti per il benzoapirene approvato:fu quello il primo decreto salva Ilva votato dal parlamento grazie alla Lega nord.

Un decreto che condannava i tarantini a prendersi più diossina, su quel decreto vi fu una richiesta diretta della famiglia Riva affinché fosse approvato e fu approvato grazie anche alla Lega nord.
La Lega nord in linea con la politica contro la città di Taranto ha votato contro il decreto che destinava una somma ( minima ) di 119 milioni di euro per le bonifiche con il decreto 129/2012 .

La lega nord con Matteo Salvini complice di quelle politiche che hanno inquinato l’Italia e Taranto va a Taranto a chiedere voti dopo aver combattuto e contrastato ogni speranza di riscatto dei cittadini tarantini dall’inquinamento e per ottenere un lavoro pulito. Salvini non ha vergogna !!!

Intanto a Napoli il segretario della lega non ha potuto tenere alcun comizio. Allontanato da un centinaio di cittadini. Ieri sera indignato, urbi et orbi, salvini diceva che le scene viste a Roma erano da quarto mondo. Peccato che ancora gira in rete un video in cui canta cori osceni contro i napoletani. Cori da stadio.


02
Mag 14

#1maggiotaranto, all’alba del giorno dopo

Quando Pino Aprile, in “Giù al Sud” e “Terroni” scriveva che la salvezza dell’Italia, sarebbe arrivata dal Mezzogiorno veniva costantemente accolto, alle presentazioni ed ai talk cui partecipava, come una sorta di visionario da compatire. Sorrisetti, pacche sulle spalle, considerazioni di circostanza proprio per non sminuire il lavoro editoriale. Una volta ricordo che un giornalista piuttosto radical chic sbottò “si, Pino, ma al Sud dov’è la società civile”. Mi alzai ed andai via.

Ma come possono mai questi rozzi terroni, intesi come categoria dell’animo e non solo geografica,  aspirare a tanto?

Eppure solo chi vive la realtà condizionata più di ogni altre dalla crisi, può comprendere le infinite risorse di un popolo che è sopravvissuto a invasioni e re senza mai perdere completamente la sua identità e la volontà di difendere la propria terra, a costo della vita. .

Così, per visionari avevano preso quei quattro pazzi che l’anno scorso avevano deciso di organizzare un concerto a Taranto senza i sindacati ufficiali. Per poter ribellarsi alle logiche del ricatto salute/lavoro voluto dall’industria, dai sindacati e dalla politica.

Discreto successo trasmesso in uno streaming sgranato. Gli organizzatori? Una associazione che ha per simbolo un ape car “Associazione Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti”. Liberi da logiche di partito, capaci di ragionare con la propria testa per il proprio futuro. Non li conosco, li giudico per quanto ho osservato e “sentito” col cuore.

Poi siccome notoriamente i tarantini sono capa tosta come i calabresi, ci hanno riprovato, nel silenzio generale dei media. Che se non era per Jo Tv, nessuno avrebbe visto neanche in streaming quanto stava accadendo. Il servizio pubblico? Era altrove (complimenti a jo tv per la professionalità e la regia,chissà in quanti ieri si sono mangiati le mani visto l’audience).

Il direttore artistico? Roba tipo Roy Paci, oltre a Michele Riondino.

Il cast? Tanti artisti emergenti Made in Puglia ma anche mostri sacri, da Mannoia a Capossela, dai Sud Sound System ai 99 Posse fino a Caparezza che ha l’onere e l’onore di aprire il cocnerto, nonostante le bizze della tastiera.

“Non sono qui a promuovere alcun disco” dice Paola Turci. “Siamo qui perchè era qui oggi che bisognava essere”, le replicano gl Afterours “perché da Taranto si snodano tante altre storie”. Oh meno male qualcuno inizia a capire dove si incroceranno i nodi delle storie che verranno.

E se su altri palchi campeggiano gli sponsor che raffinano il petrolio, a Taranto , chi sfrutta e inquina viene pesantemente contestato. Dai No Triv lucani, ai No Carbone brindisini. Dalla Terra dei Fuochi a Trieste, Dall’Abruzzo ai No Muos Siciliani.

Eccola l’unità della gente e dei territori che auspica dal palco il dottor Marfella dalla Terra dei Fuochi “se restiamo uniti possiamo vincere”, “jesc sole, su Taranto” invoca poi, al di la delle letture patinate e radical chic e dei palchi più glamour che di lotta. Non avete ancora capito che la storia la fa la gente e non gli sponsor commerciali o politici che siano?

A Taranto non sono servite banche per organizzare la festa e il coro di 130mila persone che hanno aspettato fin oltre l’1 senza arretrare di un solo metro è stato per dieci ore “Taranto Libera”. E in Taras, in realtà, c’era la voce di tutto il Sud, quello che si è stancato di sopportare il giogo della speculazione al collo.

Sembrava proprio il concertone del Primo Maggio, solo che mancava là davanti la bandiera coi mori della Sardegna. In compenso un pò di vintage politico, con la presenza del vessillo che fu del Movimento della Pantera.

Cosi mentre Rivera e Barbarossa, col loro accento, ti davano l’illusione che San Giovanni ieri si fosse trasferita a Taranto, Roy Paci e Vinicio Capossela si divertivano a far saltare la gente come pazzi, sulle note delle canzoni della lotta meno mainstream delle altre, senza indulgere a stereotipate e conformiste urla contro il capitalismo, mentre alle tue spalle ti fanno l’occhietto i marchi che sono la quintessenza del capitalismo.

Fiorella Mannoia fa accendere le luci dei primi accendini ed avvolge la piazza del velluto tipico dei cantautori. Poi i Sud Sound System sistemano i confini delle nostre terre, e O’Zulu rafforza il concetto “amiamo alla follia la nostra terra perciò rispettiamo tutte le culture” .Identità, terra e rispetto.

“Non gettate nulla a terra domani qui puliranno i cittadini” intimano simpaticamente dal palco. Giá perché a Taranto è stato finanziato tutto dalle sottoscrizioni di volontari e cittadini. Compresa la pulizia dell’area del concerto. E gli artisti? Senza cachet.

Dove guardavano i sindacati, ieri? In tanti, col corpo e con la mente, eravamo giù al sud, a casa nostra, dove “lasciamo sempre aperta la porta”. Ed abbiamo visto passione, ideali e determinazione. Oltre a 130mila persone. Senza censure e senza sponsor.

Ed allora ecco una delle ancore di salvezza di cui parlavo all’inizio di questo post, citando Pino Aprile. la fiamma è accesa a Taranto come in Basilicata, in Sicilia come a Crotone e nella Terra dei Fuochi, in quei luoghi cioè dove lo stato è rimasto assente e, nel peggiore dei casi, è sceso a compromessi con mafie ed industriali. Il fuoco è giù al sud, dove gli stipendi sono da fame, ed i territori si svuotano di intelligenza e mani. Chi guarda altrove resterà fuori dalla storia che verrà.

E’ ormai un’alba resa grigia dalle nuvole quando finisco di scrivere, mentre il miraggio di un letto su cui riposare, mi ricorda che sono un precario anche io. Insieme a tutti i refusi di cui è pieno il post.


28
Apr 14

#1maggiotaranto: il programma completo coi nomi dei gruppi

E’ stato Roy Paci da qualche minuto a rendere noto l’elenco di tutti i partecipanti al contro concerto di Taranto organizzato dal Comitato Lavoratori e Cittadini Liberi e Pensanti.

Ore 15:00: l’apertura della parte musicale dell’evento è affidata a Caparezza
A seguire gli artisti elencati in ordine alfabetico che hanno aderito all’iniziativa:

– 99 Posse
– Afterhours
– Après La Classe
– Diodato
– Diverso Cappuccetto Rozzo Mc
– Don’t Ask Me
– Emanuele Barbati
– Fido Guido + @Rockin’ Roots Band + Idem + Gmac Citylock Official from Kingston
– Filippo Graziani
– Fiorella Mannoia
– Remigio Furlanut + Mimmo Gori + Frank Buffoluto & i Pali Delle Cozze
– Grazia Negro + John Lui Producer + Donna Luminal
– Ilaria Graziano & Francesco Forni “From Bedlam to Lenane”
– Insintesi
– Mama Marjas e Don Ciccio
– MEry Fiore
– MUNICIPALE BALCANICA
– Nobraino
– non giovanni
– Paola Turci
– REZOPHONIC
– Rubbish Factory
– SLT Family
– Stip’ Ca Groove
– Sud Foundation Krù
– Sud Sound System Official
– Tre Allegri Ragazzi Morti
– Una
– VINICIO CAPOSSELA e la BANDA DELLA POSTA

Presentano: Andrea Rivera, Valentina Petrini e Luca Barbarossa

Saranno presenti Roy Paci e Michele Riondino


25
Apr 14

Perchè #1maggiotaranto?

…e mentre s’annuncia anche la presenza dei 99 Posse al controconcerto di Taranto, l’associazione dei Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, spiega dal proprio profilo Facebook, le ragioni della scelta di un controconcerto, rispetto a quello tradizionale organizzato dai sindacati a Roma:

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti intende precisare quanto segue:
Anche quest’anno riproporremo l’#1maggiotaranto.
Tante persone stanno mettendo in campo ogni energia affinché quel giorno possa partire dallo Ionio una lotta per un futuro diverso per questa città e per tutte le realtà che soffrono le conseguenze dell’inquinamento.
Il Comitato è nato il 2 agosto 2012 perché i sindacati, #Cgil, #Cisl e #Uil, dunque anche #Fiom, #Fim e #Uilm, ci hanno negato la possibilità di parlare e di esprimere da quel palco il nostro diverso punto di vista (nonostante una richiesta scritta d’intervento come dimostrabile da documentazione in nostro possesso). Non potevamo tacere di fronte alla loro corsa a #Taranto per opporsi alla richiesta di sequestro, senza facoltà d’uso, di alcuni impianti dell’#Ilva avanzata dalla magistratura. “Armati” di Apecar, quello spazio ce lo siamo presi pacificamente. Da allora abbiamo cercato di dare il nostro contributo alla costruzione di una idea di cittadinanza e partecipazione diversa rispetto al passato.
Ogni qual volta abbiamo organizzato un dibattito o un convegno, abbiamo sempre esteso l’invito a chi deve rispondere ai cittadini del vincolo di rappresentanza democratica. Purtroppo, però, le istituzioni pubbliche, le prime chiamate a rispondere del proprio operato, hanno sempre declinato l’invito del Comitato ad un confronto sereno. L’ultima volta è accaduto lo scorso 22 febbraio, in occasione del convegno che abbiamo promosso dal titolo “La salute è un diritto garantirla è un dovere”.
Con lo stesso spirito, abbiamo invitato il sindaco Ippazio #Stefàno, il presidente della Regione Puglia Nichi #Vendola e il Presidente del Consiglio Matteo #Renzi a partecipare al convegno dell’1 maggio.
Con lo stesso spirito abbiamo invitato Maurizio #Landini, segretario generale della Fiom, il sindacato di categoria con più iscritti in Italia.
Invitando lui vogliamo mettere il sindacato di fronte ai propri errori, alle proprie responsabilità e alle omissioni di chi rappresentava e rappresenta la Fiom a livello locale.
A Maurizio Landini l’1 maggio diremo quello che lui non ha voluto ascoltare il 2 agosto 2012, limitandosi a contarci e ad etichettarci. Apprendiamo dai giornali che il segretario provinciale della Fiom Donato Stefanelli, che fino a ieri ci ha definito alla stregua di delinquenti, ha dichiarato che il comitato sarebbe aperto a un dialogo e ad una riconciliazione con il sindacato che rappresenta. Niente di più falso.

A Taranto quel giorno non ci sarà passerella per nessuno. Landini, come tutti gli invitati, avrà modo di esprimere le proprie idee durante il convegno, pertanto, a differenza del trattamento a noi riservato il 2 agosto 2012, gli concederemo la parola. Allo stesso modo, però, deve sapere che avrà di fronte degli interlocutori molto preparati e competenti sugli errori gravissimi commessi dalla Fiom. Deve sapere, inoltre, che non è gradita la presenza del sindacato locale, dal quale siamo stati sempre ignorati e diffamati, e che abbiamo sostituito durante le manifestazioni in difesa della città e della salute dei lavoratori Ilva.

Chiunque proverà a manipolare a proprio favore la disponibilità al confronto che questo comitato ha sempre dimostrato, verrà querelato. L’ 1 maggio è della città di Taranto e non permetteremo più a nessuno di strumentalizzarlo per trarre vantaggi personali, sindacali o politici.

Insomma, poche parole, ma chiare.


18
Feb 14

Taranto: rifiuti radioattivi alle porte della città

L’inchiesta è del Corriere della Sera. Terre dei fuochi, di monnezza…e di cittadini con cattivi stili di vita, no? Perchè poi il “predicozzo” ministeriale questo prevede..

Da vent’anni è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi stoccati all’interno. L’ex Cemerad di Statte è una minaccia ambientale a soli 20 km da Taranto, con migliaia di fusti ammassati in torri alte fino a venti metri in un semplice capannone di lamiera. Vi mostriamo per la prima volta le immagini dell’interno del deposito, girate dagli investigatori del Corpo Forestale nel 1995, durante una perquisizione richiesta del procuratore di Matera, Nicola Maria Pace.

Da allora la situazione «non è migliorata» e i fusti hanno subito un «deterioramento inevitabile»


17
Gen 14

Riva: l’aria di Taranto è migliore di quella di Milano

Così Fabio Riva a Milena Gabanelli e Sabrina Giannini che lo hanno intervistato per il Corriere della Sera: «… e guardi la qualità dell’aria a Taranto è migliore che a Milano in Via Senato, perché la storia è cambiata negli ultimi tempi, avesse visto cos’era anni fa

Ma le giornaliste aggiungono: L’aria è cambiata perché, a causa dello stato pessimo degli impianti la produzione è stata ridotta; altrimenti non si capisce perché il commissario Bondi non li attivi. I periti dell’Arpa dicono che si muore. L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata al «disastro ambientale e avvelenamento di alimenti

Ora non si sa se debbano essere più preoccupati i tarantini per le parole rassicuranti di Riva o i milanesi per le rivelazioni shock sulla qualità dell’aria nel capoluogo lombardo.

E poteva mancare la solita accusa ai poveri che fumano troppo e così muoiono, (altro che inquinamento)?

«I contaminanti sono presenti ovunque nell’ambiente, più elevati nelle società industrializzate. I poveri vivono in zone inquinate e fanno una vita meno sana, fumano di più.»

Ovvero antropologia economica e culturale secondo Fabio Riva.

I dirigenti dell’Arpa e i custodi giudiziari scrivono che nello stabilimento di Taranto le irregolarità riguardano i filtri per abbattere i fumi tossici, emissioni non convogliate nei camini, sistemi privi di controllo automatici, nessun accorgimento per limitare la dispersione di polveri minerali che trasportano particelle tossiche nei polmoni. Infine stimano gli interventi necessari: 8 miliardi di euro.

E va bene così, continuiamo a farci del male. Per la cronaca ricordiamo che Fabio Riva è a Londra, libero su cauzione.


05
Dic 13

Ilva : The Italian Dust, il documentario

E’ di due registi salernitani il documentario che verrà presentato domani a Roma.

«La polvere dell’Ilva ricopre Taranto. E pesa sul futuro». Questa è la frase che racchiude l’essenza del documentario «The Italian Dust» realizzato dai salernitani Vincenzo Luca Forte e Giovanna Testa sulla realtà quotidiana tarantina, condizionata dalle vicende politiche ed economiche del centro siderurgico.


22
Nov 13

Taranto,Terra dei Fuochi & C.: una faccia, una razza

Se vi fermate un attimo a porre l’uno accanto all’altro i casi Ilva a Taranto e Terra dei Fuochi, in Campania, trovereste alcuni punti di contatto.

A parte la medesima condizione geografica, che qualche testo di geografia edito dalla Mondadori ricondurrebbe all’essere “regioni periferiche” , ci sarebbe anche la medesima volontà di sacrificare quei territori, e la salute dei cittadini, al superiore interesse della industria nazionale. Ed al suo profitto.

Bizzare strategie di risanamento, grottesche forme di “complicità” tra controllore e controllato, pacche sulle spalle condite da una buona dose d’ascarismo militante, che non guasta mai.

Ecco, ad esempio, che spiegazione trovereste al fatto che, per consentire il risanamento dell’Ilva (?!?!?!) si autorizzi l’utilizzo di discariche interne, per la gestione dei rifiuti pericolosi derivanti dal risanamento dell’azienda, anzichè l’uso di discariche autorizzate?

Ha senso tutto ciò? Un pò come accadeva nella Terra dei Fuochi, dove, nonostante la situazione di estrema criticità, fino alle dichiarazioni di settembre di Schiavone, si continuava ad inviare rifiuti industriali da fuori regione, per lo stoccaggio in aree prive di strutture adeguate.

La spiegazione, più plausibile? Evidentemente, la solita, il “risparmio”.

E’ il Corriere della Sera che realizza a tal proposito un interessante servizio:

Le discariche attive all’Ilva per smaltire risparmiando

Quei sacchi di polvere alla diossina altamente tossici presto smaltiti per legge nella discarica dentro l’ILVA

Il video:


15
Nov 13

A Taranto si moriva e Vendola se la rideva

“Archinà state tranquillo, non è che mi sono scordato. Volevo dirglielo perché poteva chiamare Riva e dirgli che il presidente non si è defilato (…) Però lei lo sa, io ho fatto veramente le battaglie e in difesa della vita e della salute”. Parlava così al telefono il governatore della Puglia Nichi Vendola, indagato a Taranto, nell’estate del 2010, con Girolamo Archinà, eminenza grigia della grande fabbrica, chiamato il “maestro degli insabbiatori”. (La Repubblica)

Sinistra, ecologia in libertà…