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Trasporto pubblico al Sud? Vale zero

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di Pierluigi Peperoni

Da un’inchiesta de “il Mattino” a firma di Marco Esposito si evince che nel 2017 per il fabbisogno legato al trasporto pubblico è stato stimato in 0 per tre comuni del sud Italia: Trani, Cosenza e Caserta e due del centro (Macerata e Fermo).

Sarebbe a dire: a Caserta, Trani, Cosenza non c’è bisogno di autobus. Non ne hanno avuti nel 2013, non ne hanno bisogno nel 2017. Peccato che hanno conteggiato il servizio erogato solo nel 2013, appunto, quando le aziende di trasporto pubblico per varie ragioni non hanno potuto erogare il servizio. A Caserta era addirittura fallita.

La vergogna di questi 0 si aggiunge a quella degli asili nido, trucco già utilizzato in passato e denunciato da MO – Unione Mediterranea per spostare circa 700 milioni di fondi pubblici da sud a nord.

Andando ad approfondire si evince che queste tabelle vengono definite dalla CTFS (Commissione Tecnica sui Fabbisogni Standard) nella quale confluiscono una serie di soggetti, tra cui ben 3 rappresentanti dell’ANCI (l’Associazione Nazionale dei Comuni d’italia).

Alcuni giorni fa è stato eletto il nuovo Presidente dell’ANCI. Questa volta è toccato ad Antonio Decaro, sindaco di Bari, tra mille polemiche. Alcuni esultavano perché finalmente c’è un Presidente meridionale dopo anni di guida a trazione settentrionale. Altri che invece vedevano questa scelta come un contentino per il mezzogiorno dato da Renzi per sponsorizzare il sì al referendum.

Io mi limito a fare gli auguri al dott. Decaro, chiedendogli come primo impegno quello di far sparire questi 0 dalle tabelle, schierandosi CONTRO quelli che l’hanno preceduto. Si tratta di una battaglia di dignità per tutti gli abitanti del mezzogiorno continentale e per l’intero sistema italia. Per chi ha ancora voglia di crederci.

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