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Un signore bergamasco spara a Reggio Calabria: per il tg5 il suo silenzio è “distonico con le proprie origini settentrionali”

Questa è meravigliosa e conclude una settimana di gran confusione per gli araldi dell’onestà e della malvagità a seconda dell’origine territoriale e geografica (manco si trattasse di un vino rosso). Dopo il kamikaze tedesco, il carabiniere di Chioggia che fa una rapina in Campania, ecco un signore bergamasco che ha esploso alcuni colpi in aria a Reggio Calabria. durante un congresso di Magistratura Democratica, finendo arrestato.

Ora il punto non sono le origini che come sapete per il sottoscritto, antilombrosiano fondamentalista, contano nulla nei confronti del “cervello sfoglia di cipolla”(come scrivevo in questo post), ma la stampa italiana non lo sa e continua a fare dell’appartenenza territoriale il discrimine per marchiare un criminale.

Così se Preiti (quello che sparò a due carabinieri fuori a Palazzo Chigi) era “calabrese” e basta, questo signore di Bergamo dovrà pur vedersi attenuata la sostanza dell’azione criminale in contrasto con le origini altrimenti, per l’informazione, verrebbe meno il teorema manicheo del terrone cattivo e del settentrionale buono, dell’extracomunitario fetente e dell’italiano nobile, del milanese loquace con la giustizia e del palermitano muto. Allora ecco cosa si inventa il Tg5 che nel servizio andato in onda nell’edizione delle 8 dice: che il delinquente non ha voluto confessare, anzi “si è chiuso in un silenzio distonico con le sue origini settentrionali” (ma che cavolo vuol dire?!?!?). Come se l’omertà guardasse solo in faccia al luogo di provenienza…Maaah..Tra l’altro in contraddizione, volendo stupidamente entrare nel merito della vicenda, con quanto sostengono gli inquirenti a proposito delle indagini che conducono al Nord sulla mafia dove incontrano sovente una fitta parete omertosa.

Qui il video, il servizio intorno al minuto 17

 

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