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Valutiamo la spesa dei fondi europei sul raggiungimento di standard minimi di civiltà

Valutiamo la bontà o meno della spesa dei fondi comunitari in base al raggiungimento di standard minimi di civiltà. La proposta, neanche troppo provocatoria, è di Isaia Sales dalle pagine de Il Mattino di ieri, commentando l’articolo del professor Viesti sulla balla del Sud che è incapace e ritardatario nella spesa dei fondi europei. Un teorema, fasullo, che Viesti riconduce alla maggiore spesa dei fondi per opere pubbliche (che generano un ritardo maggiore della realizzazione di un corso per tatuatori).

Scrive Sales, poichè i tagli ai fondi comunitari per il Mezzogiorno sono motivati, secondo una fallace vulgata, proprio dai ritardi cui sono avvezze le istituzioni pubbliche del Sud:

Se si frammenta la spesa in mille progetti, si spende più velocemente ma non si incide
sul tessuto economico e sociale;se si inseriscono nel programma grandi progetti infrastrutturali, si rischia di non spenderei fondi nei tempi stabiliti. Allora vale la pena provare a darsi altri metri di valutazione. […]  La spesa sia strettamente legata al raggiungimento di standard minimi di civiltà. Quanti asili nido ci sono oggi nel Sud e
quanti ce ne saranno alla fine del nuovo ciclo di spesa? E quanti bambini in più li utilizzeranno? Quanti anziani sono assistiti oggi dai servizi di assistenza domiciliare e quanti lo saranno alla fine? Quanti chilometri di costa sono balneabili ad oggi e quanti in più lo saranno dopo la costruzione di nuovi depuratori? Ancora: userei fondi comunitari per
ridurre l’abbandono scolastico, per aiutare gli studenti a migliorare le competenze in
matematica (come ci suggeriscono tutte le statistiche in materia). O legare una parte
della spesa dei fondi comunitari alla riduzione delle liste di attesa per esami e controlli
medici,investendo in attrezzature tecniche e scientifiche

L’occasione è per Isaia Sales anche quella di chiedere a gran voce l’istituzione di un Ministero del Mezzogiorno abolito, nei fatti, proprio dal tandem Renzi/Del Rio. L’occasione è rappresentata dalle dimissioni del Ministro per le Regioni Carmela Lanzetta. Perchè non approfittare dell’evento per istituire un ministero apposito con una persona di comprovata esperienza? Tanto più che dal 2001 tutti i finanziamenti raggranellati dai Fondi Fas, destinati all’85% per il Mezzogiorno, hanno finanziato “ammortizzatori sociali” in tutta Italia, fino a finire nei rivoli che riconducono al Mose di Venezia e al risanamento di bilancio del Comune di Roma. Ma la lista è lunga.

 

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