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Wurzburger (caffè Kenon) a Radio Marte: ci attaccano perchè i nostri fatturati sono in crescita

Walter Wurzburger è il responsabile commerciale caffè Kenon. Questa mattina è intervenuto alla trasmissione La Radiazza, di Gianni Simioli (qualche minuto prima Angelo Forgione aveva raccontato alcuni retroscena dell’inchiesta di Report), prendendo una posizione netta sulla questione del caffè a Napoli, che poi è solo uno degli elementi che coinvolge la campagna denigratoria  sulle eccellenze enogastronomiche ed agroalimentari campane e meridionali.

«il fatturato delle aziende napoletane del caffè è in crescita e sta dando fastidio ai competitors».

Questo quanto dichiara Wurzburger, che poi è coerente coi dati forniti da Cafè do Brasil, proprietario dei marchi Kimbo e Kosè, che lo scorso anno, nonostante la crisi dichiarava:

L’azienda napoletana Cafè do Brasil, produttrice dei marchi di caffè Kimbo e Kosè, ha chiuso l’esercizio 2012 con un fatturato in crescita a 170 milioni di euro contro 159 milioni del precedente esercizio, realizzando un incremento di ca. il 7% rispetto al 2011. Ancora più decisa l’avanzata (+25%) dell’export che si è portato a 20,8 milioni di euro, contro 19 milioni del 2011 e 16,7 milioni del 2010. L’azienda sta completando il programma di investimenti di 15 milioni di euro (nel triennio 2011-2013) per adeguare lo stabilimento ai nuovi volumi produttivi. In tal modo lo stabilimento di Melito risulterà uno degli impianti produttivi più tecnologicamente avanzati e sostenibili ambientalmente in Italia.

 

Evidenziando dal 2010 un trend sempre crescente nella crescita dell’azienda (qui l’articolo completo).

E mi torna in mente l’intervista di Donato Ceglie,il magistrato, al Corriere del Mezzogiorno, quando affermava, a proposito della disinformazione sui prodotti della cosiddetta terra dei fuochi e sulla pubblicità delle pummarole padane:

Quale sarebbe l’obiettivo?
«L’ho detto a Cernobbio: vogliono mettere al tappeto il Sud, colpire i suoi due asset strategici: turismo e agroalimentare».

Ed infine sulle analisi che hanno confermato la bontà della mozzarella dop campana:

Quindi vede una regia dietro questi allarmi sul cibo?

«Certo, vogliono distruggere la mozzarella e il pomodoro per guadagnare un 6 o 7% di quota di mercato. E attenti, ché l’operazione Pomì è solo la prima di una lunga serie che seguirà».

Tutto ciò dimostra, come andavo scrivendo qualche mese fa, che gli attacchi funzionano e vengono portati a termine perchè al Sud manca una capacità reale di fare rete, tra chi intraprende,  essendo tutti gelosi padroncini del proprio, piccolo, vulnerabile orto incapace di affrontare le sfide, sovente senza regole ed etica, che impone la globalizzazione.

In parola povere: non serve a nulla avere il miglior caffè se non sei in grado di proteggerne il brand, valorizzarlo, venderlo e difenderlo.

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