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Caro Ministro, quante bugie ancora sulla Terra dei Fuochi

I20140305-085758.jpgeri il ministro dell’ambiente, Galletti, pieno di entusiasmo, ha annunciato la vera novità in arrivo per risolvere finalmente il problema della Terra dei Fuochi: arriveranno altri militari. Visto il successo di quelli che sono già sul posto, infatti, tra le Province di Napoli e Caserta, i roghi tossici sono spenti, amen Evidentemente il ministro vive in un universo parallelo visto che i roghi continuano indisturbati, non solo, vengono tutti documentati in tempo reale, con dovizia di particolari, dai cittadini su alcune pagine Facebook. Alla faccia degli alfieri del civismo a trazione territoriale che dice che nessuno denuncia.

Ma tant’è, da un secolo e mezzo, basta mandare l’esercito al sud per avere la coscienza a posto, mentre i problemi restano.

Anche don Patriciello, questa mattina, dal proprio profilo Facebook e dalle pagine di Avvenire prende una netta poisizione sulla vicenda, scrivendo una lettera aperta al ministro Galletti:

Ho letto l’ intervista che hai rilasciato ad Avvenire venerdì 22 agosto e sono rimasto senza parole. Incredulo, basito. In questi ultimi anni, la collaborazione che si è instaurata tra il governo, la Chiesa campana e i nostri meravigliosi volontari è degna di lode ( e tutti noi abbiamo un debito di riconoscenza grande verso il quotidiano che ospita oggi la mia lettera ). Tu dici che “terra dei fuochi” è ancora assoluta emergenza. Non è la prima volta che lo affermi e sai bene come ti siamo grati per l’ attenzione che hai verso la nostra terra. In questi mesi abbiamo avuto l’ occasione di vederci diverse volte e sempre, con l’ aiuto degli esperti volontari, ti abbiamo ribadito quale è, secondo noi, il vero nodo da sciogliere in questa annosa e pericolosa questione dello smaltimento dei rifiuti tossici e no. Quando mi chiamano a parlare in giro per l’ Italia, mi accorgo che la maggior parte delle persone ancora non ha compreso chiaramente il cuore della questione. A costoro e al ministro dell’ Ambiente, ancora una volta ripetiamo ad alta voce che il disastro ambientale in Campania non è provocato dai rifiuti urbani, – la “monnezza” della nonna – che merita un discorso a parte, ma dagli scarti industriali altamente tossici e nocivi per la salute. I

l nodo da sciogliere, ministro, è questo e solamente questo. Indugiare su altro serve solo a spostare l’ asse del discorso.

 

Così esordisce il prelato, che invita il ministro a  fare piena luce sulla vicenda concentrandosi sul problema vero della Terra dei Fuochi:

 

Occorre dirlo a chiare lettere e senza ingannare la povera gente. Gli italiani, a cominciare dai nostri politici e industriali, debbono sapere che alla disonesta e criminale gestione degli scarti delle industrie che producono in nero, facendola in barba al fisco e avvelenando la povera gente, deve essere messa una volta e per sempre la parola fine. Non sono, ministro Galletti, le bucce di banane e i gusci d’ uovo a mandare al camposanto i nostri cari, sono le mille e mille sostanze velenose interrate o date alle fiamme nelle nostre campagne. E perché succede? Per il semplice fatto che smaltire illegalmente fa guadagnare una barca di denaro a certi sinistri figuri che vogliono continuare a chiamarsi industriali e non camorristi. Se è vero che per ogni chilogrammo di scarpe e borse prodotte c’è almeno mezzo chilogrammo di scarti tra pellami, diluenti, solventi, coloranti, collanti, eccetera, è normale che queste sostanze da qualche parte dovranno finire. Se le scarpe sono state prodotte in nero, è purtroppo logico che gli scarti verranno bruciati o interrati. Eccoli qua i famigerati, onnipresenti, orripilanti roghi tossici.

 

Poi se la prende col Ministro:

 

Purtroppo nell’ intervista da te rilasciata di tutto questo non fai parola. Perché? Al contrario, continui a parlare dell’ esigenza di fare altri inceneritori e a portare la tua regione, L’ Emilia Romagna, come esempio di civiltà. Credimi, Gian Luca, mi duole il cuore ogni qualvolta debbo scrivere parole che possono far male a chicchessia. Debbo dire, purtroppo, che tu ben sai che quello che affermi non corrisponde a verità. Sai bene, cioè, che gli otto inceneritori dell’ Emilia Romagna bruciano quasi quanto il solo maxinceneritore di Acerra che insiste su un solo sito rendendo la vita impossibile ai poveri cittadini acerrani.

 

Quindi l’invito:

Parliamone, ministro Galletti. Se vuoi lo possiamo fare in pubblico, nella mia parrocchia, avendo come moderatore proprio il direttore di “Avvenire”. Prima di venire, però, ti supplico, per amore di verità, di rendere pubblici i dati Ispra 2014 sui rifiuti speciali in Italia.

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2 comments

  1. Giuseppe Tufaro

    Un semplice considerazione:
    Lavoro nero ,produzione illegali ,sfruttamento e inquinamento .
    Laboratori e fabbrichette che operano illegalmente per poter produrre i loro prodotti devono procurarsi la materia prima (pellami ,stoffe ,collanti ,ecc. ,ecc. ) chi produce e fornisce in nero tutti questi prodotti? Perché non si controllano le aziende che li producono e li commercializzano? Molti materiali giungono dall’estero non sono CONTROLLATI E FATTURATI? Credo che per debellare i righi tossici oltre al controllo sul territorio ,bisogna controllare il commercio e il trasporto, colpire anche alla fonte.PREVENIRE MEGLIO CHE CURARE.

    • Esattamente…a me puzzano pure i sequestri di materiale contraffatto, talmente ben cntraffatto che sembra originale….sicuro che non sia originale ma il committente ……