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De Magistris: basta discriminazioni ai danni del Sud

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Dal proprio profilo Facebook, il sindaco di Napoli si scaglia contro le discriminazioni sulla spesa pubblica in Italia che si fanno beffa dei principi sanciti dall’articolo 3 della Costituzione:

Ogni giorno, in ogni settore della spesa pubblica, il Sud viene discriminato e penalizzato rispetto al Nord. E’ ora di cancellare definitivamente questa falsa credenza secondo la quale il Mezzogiorno è la patria dell’assistenzialismo e della spesa pubblica. Se mai lo è stato, non è più così da molti anni.

I criteri, ad esempio, con i quali in questi anni sono stati applicati il federalismo fiscale e sanitario sono stati pensati per penalizzare sistematicamente le regioni del Sud. Ma non solo. Dai trasporti, agli asili, all’Università, il governo nasconde nei criteri di ripartizione dei fondi dei veri e propri trucchi per favorire il Nord. Stiamo parlando di una ripartizione annuale di 123 miliardi di euro di spesa pubblica. Una cosa enorme.

Nella sanità, ad esempio, che assorbe la fetta più grossa, i fondi vengono ripartiti in modo proporzionale all’età media degli abitanti delle Regione ed essendo molto più alta al Nord, questo criterio danneggia fortemente il Sud colpendo in particolare la Campania, col paradosso che i cittadini che hanno una speranza di vita media più bassa e che quindi avrebbero bisogno maggiore di assistenza, vengono penalizzati.

Per i contributi alle Università pubbliche sono stati introdotti criteri come il numero di frequentatori di progetti Erasmus o la capacità di raccolta di fondi privati che, inevitabilmente, favoriscono le Università del Nord.

Per la manutenzione stradale invece della misurazione dei KM di strada, come sarebbe ovvio, il fondo viene ripartito in base al numero degli occupati della Regione! Anche in questo caso le regioni del sud, dove la disoccupazione è molto più forte, vengono fortemente penalizzate.

Insomma, ci si fa beffa del principio costituzionale per cui “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza giuridica e sociale…”

Noi, nel nostro piccolo, stiamo provando a rimuovere questi gli ostacoli con una grande lotta sociale, popolare e democratica. In questi anni le oligarchie di tecnocrati, affaristi e mafiosi di Stato, stanno opprimendo la democrazia del nostro paese e stanno provando ad affossare il Sud.

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