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I Bronzi di Riace “tirano” i beni culturali al Sud

Alla faccia di tutti quelli che sostenevano lo spostamento dei Bronzi di Riace a Milano, perchè tanto in quel di Reggio nessuno li andava a visitare, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Askanews, il museo che custodisce i bronzi, nel corso del 2014 ha contribuito all’aumento dei visitatori nelle aree archeologiche meridionali.

La crescita dei visitatori nelle regioni del Sud, dove a un +108,2% di crescita in Calabria, dovuto essenzialmente alla riapertura del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria e dei suoi Bronzi di Riace con un aumento del +1.601% di pubblico, si affiancano incrementi a due cifre in Sardegna e Basilicata, dove il pubblico è aumentato rispettivamente del 28,5% e del 14,3% grazie ai buoni risultati del Museo Nazionale Archeologico di Cagliari, che ha visto un aumento del 120% di ingressi, e dell’area archeologica di Tharros a Cabras, con una crescita del +77%, in Sardegna e del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Matera, dove gli ingressi aumentano del +47%, e del parco archeologico di Metaponto, +26%, in Basilicata. Sempre al Sud, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto fa registrare una crescita di pubblico del +87,4%. Importante in termini assoluti anche il risultato della Campania, che nel 2014 ha visto oltre 500.000 visitatori in più affollare i propri musei, pari a un incremento dell’8,4%. Una performance che porta quest’ultima regione a un soffio dal secondo posto tra le regioni con il maggior numero di visitatori nei musei statali: dietro il Lazio, campione indiscusso con quasi 18.390.000 ingressi, rimane infatti ancora la Toscana con soli 16.000 visitatori in più rispetto alla Campania: 6.546.762 contro 6.530.855. (Askanews, Weboggi Catanzaro)

Ed aumenta il cruccio e la rabbia ogni volta che discutibili decisioni, tengono chiusi Musei ed aree archeologiche per mancanza di personale, quando ci sarebbero decine e decine di associazioni di volontari laureati e senza occupazione che potrebbero supplire a certe carenze. Mentre la fila indignata di turisti che non riescono ad entrare ci fa perdere risorse importanti per il territorio, oltre che credibilità. E se abolissimo le Soprintendenze?

E cresce la rabbia anche per la mancanza di reti infrastrutturali in grado di servire un territorio che con le eccellenze enogastronomiche ed archeologiche potrebbe risolvere ogni problema di emigrazione e miseria. Ma tant’è, l’Italia…

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