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Irpinia: anche gli imprenditori diventano No Triv

Un fronte compatto e trasversale contro il rischio trivellazioni in Irpinia, dopo i comitati di cittadini No Triv anche imprenditori che operano nel settore enogastronomico come Piero Mastroberardino, produttore di vini che si posizionano tra i primi dieci in Italia. Con lui numerosi imprenditori del settore agroalimentare campano, in difesa di una provincia che ha fatto della viticoltura e del vino Docg i pilastri della propria economia: «Le trivellazioni petrolifere potrebbero devastare la valle del Taurasi».

«Parliamo di una viticoltura di origini antichissime e di grande modernità – prosegue Mastroberardino – che ormai è meta di “wine lovers” provenienti da tutto il mondo». Poi il professore viticoltore aggiunge: «Come è possibile che si continui a danneggiare i prodotti della Campania con questa superficialità? Abbiamo attraversato una stagione difficile, lavorando per far comprendere che il fenomeno della Terra dei fuochi non era generalizzato nel territorio regionale. Ora vorremmo evitare altre tegole».

Mastroberadino evidenzia quanto lapalissianamente in tanti si affannano a dire da tempo e cioè che le ipotesi di trivellazioni in Campania distruggerebbe definitivamente un settore che a fatica sta cercando di rialzarsi e che serba eccellenze uniche riconosciute in tutto il mondo, con un export, secondo quanto rivela Il Sole 24 Ore, che per il solo settore del vino, che negli ultimi 10 anni è cresciuto del 400%.

Tutto inizia nel 2002 (alcuni tentativi in realtà erano stati avanzati già nella seconda metà degli anni 50), quando la  Italmin Exploration presenta un progetto per la ricerca di petrolio in un’area di circa 700 km quadrati, che comprende al suo interno 47 Comuni e 128mila abitanti. Nel 2012 Italmin Exploration e Cogeid presentano un nuovo progetto per un pozzo esplorativo, «Gesualdo 1», nell’omonimo comune irpino. Lo “Sblocca Italia” intanto ha reso più “facili” le procedure per l’autorizzazione alle trivellazioni e questo ha comportato, in Irpinia, un fronte che ha coalizzato intorno ai cittadini anche imprenditori che operano nel settore dell’enogastronomia e dell’agroalimentare, per evitare un nuovo Armageddon di natura ambientale che abbia come protagonista la Campania.

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