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La senatrice chiede “dati certi e prudenza” sui morti della terra dei fuochi

Che proprio una senatrice del Movimento cinque stelle pronunci certe parole, proprio ci stupisce. Loro, del cinque stelle, che hanno fatto un tour per la terra dei fuochi (tra l’altro unici tra le forze politiche presenti in parlamento), si mettono sullo stesso piano di coloro che hanno sostenuto la causa dei tumori in Campania, come frutto di “abitudini e stili di vita sbagliati”. O come frutto di “troppe sigarette di contrabbando fumate”, i tumori dei tarantini che vivono nei pressi dell’Ilva? Vogliamo sperare sia stata fraintesa.

I dati certi non ci sono, anche perchè manca un registro dei tumori. E tutta la “situazione” è in mano a “tre scafessi” per ammissione dello stesso commissario.

Così la senatrice Fucsia quattro giorni fa, in senato, all’audizione dell’oncologo Marfella: “non bisogna lasciarsi andare a valutazioni di pancia”, ha detto in commissione: “Nelle statistiche sulla mortalità vengono introdotti anche i dati delle persone non curate bene”. La senatrice ha anche messo le mani avanti sui danni della diossina, che sono ancora da tutte da dimostrare. (fonte Francesca Pilla, blog Napoli Centrale)

Insomma il solito refrain: servono dati certi e prudenza. Stabilire il nesso di causalità tra la merda che respiriamo e mangiamo,ad esempio, e la malattia che ha portato alla morte Tonia una bimba di due anni deceduta 3 giorni fa per medullo blastoma, veniva da Acerra, come altri due bambini nelle sue stesse condizioni. E tanti altri che non hanno più raggiunto neanche l’adolescenza.

Ma come si fa a dire che non bisogna parlare di pancia, quando Schiavone ha candidamente ammesso la presenza rifiuti tossici interrati, informazioni tra l’altro già  nella disponibilità della commissione ecomafie? Ma come si fa a negare il nesso di causalità quando è chiara ed evidente l’esistenza di un’area pari a 2600 campi di calcio, tutta da bonificare? Come si fa a chiedere di non parlare di pancia, quando le analisi compiute su flora e fauna, rivelano livelli di tossicità tali da chiedere il sequestro dei campi e l’abbattimento dei capi di bestiame? Ma come si fa a chiedere “dati certi e prudenza” quando basta recarsi nottetempo in tutta l’area al confine tra le province di Napoli e Caserta per osservare ed annusare il fumo che si solleva e l’aria acre di decine di roghi tossici, decine di roghi  di copertoni da smaltire, per qualche euro? Come si fa a voltarsi e osservare altrove e non sentire che i nostri polmoni respirano diossina?

Questa la risposta di Padre MAURIZIO PATRICIELLO

“Dati certi e prudenza”, chiede la senatrice Serenella FUKSIA, a chi accompagna i propri cari al cimitero. Giusto. Intanto, se questi dati non ci sono, o l’Onorevole non li conosce, puoi dormire sonni tranquilli. Sei una mamma? Sta serena che a tuo figlio ci pensa Serenella. Sei un giovanotto schiavo della chemio? Soffri e taci. Non gridare. E, soprattutto, non parlare “ con la pancia”. Tranquilli, ragazzi. Siamo in buone mani. Sappiate che c’è chi non dorme la notte per risolvere il dramma che ci uccide. Poi un giorno vai alla Resit di Giugliano e incontri il Commissario di Governo. Diamine! il Commissario, non lo spazzacamino. Il Commissario: colui che deve darci sicurezza. Che veglia sulla Resit e su Giugliano. Che, con “dati certi e prudenza” svolge al meglio il lavoro per cui è pagato. Vai, dunque, e il cuore ti casca nelle calze. Certo, perché costui, candidamente, afferma che il dramma della Resit è affidato a “ tre scafessi”. Capito? “Tre scafessi”. Mio padre a “tre scafessi” non affiderebbe nemmeno la pulizia della cantina. Altro che la bonifica della Resit. Giungeranno mai le impressionanti affermazioni di DE BIASE alle scientifiche orecchie dell’ onorevole FUKSIA e dei suoi colleghi? Intanto, i poveri mortali possono permettersi il lusso di parlare, o debbono attendere che sulle parole di DE BIASE si esprima prima qualche rivista scientifica internazionale?

 

Ecco la replica della senatrice: http://ilazzaro.altervista.org/la-senatrice-fuksia-stata-fraintesa/

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