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Sprofonda Crotone?

di VideoCalabria*

Una città sull’orlo degli abissi? Sprofonda Crotone e rischia il naufragio nelle acque del Mar Jonio. Adesso non è solo fantagiornalismo ma il risultato scientifico di un’accurata indagine sul campo, pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Geophysical Research Letters. Le parole chiave sono sale, frana, GPS, Calabria, profili sismici. Tutti apparentemente termini neutri ma gli scenari di rischio che sembrano voler suggerire sono a dir poco allarmanti se non addirittura apocalittici. Quattro o cinque cose che fanno venire in mente, persino le catastrofiche dimensioni di un Vajont in versione jonica, mediterranea, dopo che un team di ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, delle Università di Roma Tre, Messina e Unical ha scoperto una megafrana nel Mar Ionio, al largo di Crotone. Tutto è iniziato da un dettaglio apparentemente nascosto ma certo non marginale. La velocità dei rilevatori GPS, alcuni dei quali situati proprio sui pozzi metaniferi che la grande multinazionale dell’energia ENI sfrutta ormai da decenni tra Crotone e Capocolonna, risulta stabilmente e significativamente superiore alla velocità di altre stazioni della regione, diversamente orientate. Una velocità, una dinamica evidentemente anomala che spinge nel mare aperto un pezzo intero di territorio, un tempo più notoriamente conosciuto come Marchesato di Crotone. E tutto questo proprio mentre le altre stazioni regionali GPS confermano che il resto della Calabria va in direzione diametralmente opposta e contraria a quella del crotonese. Il controllo dei profili sismici, nonché i registri, e le prove di campo con velocità GPS, ha messo in guardia decine di ricercatori. L’intero bacino di Crotone sta sprofondando nel Mar Ionio su uno strato di sale viscoso sepolto. Un corpo franoso di dimensioni molto grandi che ha origine a terra nella penisola di Crotone-Capo Rizzuto e si estende verso mare, coinvolgendo una superficie di circa 1000 km quadrati. Insomma, una grande frana proprio in mezzo ai giacimenti del gas metano del potente gruppo petrometanifero italiano. Segnali pesanti per chi vive in un area in cui si estrae il 16 per cento del gas italiano, dove è già avvenuto un disastro ecologico proprio in una miniera di sale situata in agro di Belvedere Spinello. E dove stanno per iniziare nuove e preoccupanti trivellazioni petrolifere nel water.front del crotonese.

*(www.videocalabria.tv)

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