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Sul Corriere dello Sport: c’erano un italiano, un belga e un napoletano

Vi sembra l’incipit di una barzelletta? No sono istantanee di neorealismo sul giornalismo italiano.

Come più volte ho fatto notare, per gran parte degli autori degli articoli che leggiamo sui rotocalchi o dei servizi che ascoltiamo in tv, la connotazione geografica è fondamentale nell’individuazione e nella descrizione di una persona. Generando i pro ed i contro della notizia.

Se fino a qualche anno fa (ma ancora oggi) il fenomeno del richiamo alla provenienza geografica (napoletano, calabrese, siciliano, marocchino, nigeriano) era prevalentemente legato ad aspetti criminali, secondo i cui canoni, ad esempio, Paolo Sorrentino è l’italiano che vince l’Oscar, mentre Peppe ‘o malommo è il napoletano che spaccia a Milano, oggi l’appartenenza territoriale diventa fenomeno culturalmente identitario.

Come nei moderni sistemi operativi Apple o Linux trovate il napoletano, il sardo e il siciliano tra le lingue madri che potete scegliere per il vostro sistema operativo e così pure nel celebre motore di Job Search, Linkedin, anche le sceneggiature delle moderne serie tv americane, si sono adeguate, riservando all’identità napoletana una specifica peculiarità narrativa, ben distinta dall’italiano. Vi avevo scritto del telefilm Sense 8, prodotta da Netflix, ad esempio che potete leggere qui.

La questione ha evidentemente appassionato anche le penne della stampa sportiva italiana ed infatti sul Corriere dello Sport di oggi si legge che:

Il Napoli è una fantastica Torre di Babele: ci sono albanesi, spagnoli, senegalesi, algerini, croati, brasiliani, slovacchi, italiani, un belga ed un napoletano.

Separando di fatto, il buon Lorenzo Insigne (di fatto dimenticandosi, il giornalista del terzo portiere Sepe) dall’appartenenza nazionale italiana ed includendolo (secondo me a molta ragione) in quella propriamente napoletana. Con la propria cultura (troppo spesso frettolosamente e pregiudizialmente vilipesa), la propria lingua, la propria cucina, la propria storia e le proprie caratteristiche specifiche. E, speriamo, di depurarla di tutti quei connotati pregiudizievoli che l’ hanno accompagnata fino ad ora.

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