Quel Sud di treni vecchi e lenti

E non parliamo di 50 0o 60 anni fa ma dell’impietosa fotografia del rapporto Legambiente. “Pendolaria 2017” che certifica un fossato sempre più profondo tra Nord e Sud anche in termini di ferrovie.

Promettono la luna e manco riescono ad unire il Paese con le strade ferrate. Non che quelle d’asfalto siano meglio d’intende. Però “potrebbero campare di turismo”…Insomma siamo quasi rimasti alla borbonica Napoli-Portici.

Alcuni numeri raccontano meglio di tante parole i problemi del trasporto ferroviario nelle Regioni del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese.
Al Sud circolano meno treni. L’attuale livello di servizio nelle Regioni del Sud è imparagonabile per quantità a quello del Nord.
Ogni giorno in tutto il Sud circolano meno treni regionali che nella sola
Lombardia.
Per fare un esempio, ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.396 della Lombardia, una differenza di 5,3 volte, ma a livello di popolazione la Lombardia conta “solo” il doppio degli abitanti siciliani (10 e 5 milioni). Per la sola Trenitalia il numero di corse giornaliere nelle regioni del Sud è passato da 1.634 nel 2009 a 1.276 nel 2016, una diminuzione del 21,9%, per tornare nel 2017 a 1.488 (-9%
rispetto al 2009). Senza considerare che l’ Alta Velocità si ferma
a Salerno e, malgrado la continuazione di alcune Frecce verso Reggio Calabria, Taranto o Lecce il numero in rapporto a quelli che circolano al Centro-Nord di questi treni è insignificante. Il problema più rilevante è che
il dibattito politico continua ad avere come unica prospettiva quella delle grandi opere (il Ponte di Messina, la Napoli-Bari, l’alta velocità Palermo-Catania) mentre è il gap di collegamenti regionali, la riduzione dei
treni e la lentezza dei convogli lungo le principali direttrici il dramma che vive ogni giorno che vive nel Mezzogiorno.
Numeri analoghi per quanto riguarda i treni a lunga percorrenza. Perché dal 2002 ad oggi il servizio Intercity si è ridotto sia al Nord che al
Sud (con la scomparsa degli Espressi),ma al Nord l’
offerta di treni ad Alta Velocità è cresciuta enormemente, mentre al Sud è molto più limitata e non coinvolge Sicilia e Sardegna.
 

Al Sud i treni sono più vecchi

Non è solo la quantità dei treni ad essere incredibilmente squilibrata, ma è
anche la qualità del servizio a non avere dati confronti.
L’ età media dei convogli al Sud è nettamente più
alta con 19,2 anni, seppur in calo ed al di sotto dei 20 anni, ma in un periodo in cui in quasi tutte le Regioni si stanno dismettendo i treni più anziani rimane evidente il disavanzo rispetto ai 13,3 del Nord
(dove la media sta calando più velocemente: dai 16,6 del 2015) ma anche alla media nazionale di 16,8. Si trovano poi casi come quelli di Basilicata (21,4), Puglia (19,2) e Campania (18,8) dove la media è ben più alta con punte di treni che sono davvero troppo “anziani” per circolare.

Al Sud i treni sono più lenti, sia per problemi infrastrutturali sia perché, come visto, circolano treni vecchi e non più adatti alla domanda di mobilità. Muoversi da una città all’ altra, su percorsi sia brevi che lunghi, può
portare a viaggi di ore e a dover scontare numerosi cambi obbligati anche solo per poche decine di chilometri di tragitto, mentre le coincidenze e i collegamenti intermodali rimangono un sogno.

Alcuni esempi? Tra Cosenza e Crotone non esiste un collegamento diretto e serve quindi almeno un cambio e 3 ore di tragitto per soli 115 km di distanza.

Si assiste poi ad una condizione tragica del tragitto tra Ragusa e Palermo
dove ormai solo 3 collegamenti al giorno effettuano il percorso tutti con un cambio impiegando 4 ore e mezza per arrivare a destinazione, in peggioramento rispetto alle 4 ore di un anno fa ed una situazione che rimane emblematica della condizione del trasporto ferroviario
in questa regione.
Gli altri esempi rimangono comunque drammatici: ancora in Basilicata per muoversi tra i due capoluoghi di Provincia, Potenza e Matera, con Trenitalia non è più previsto alcun collegamento (nemmeno con cambi) se non con autobus.
Altro caso è quello tra due capoluoghi pugliesi, Taranto e Lecce dove almeno è stato introdotto un Intercity Notte che transita in orari di pendolarismo. O un caso estremo, come quello per cui si sposta tra i due estremi dell’ Isola ha solo tre possibilità per spostarsi
da Siracusa a Trapani . Il treno più “veloce”
ci mette 10 ore e 57 minuti, con tre cambi e una parte del percorso da realizzare in pullman.
[Credits Legambiente]
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