Un milione di Super Azzecc contro le camorre

È schizofrenica e duale, borderline, come Napoli. E su questo ventre molle, che come un pendolo oscilla tra bellezza ed autodistruzione, volteggiano gli avvoltoi che si mangiano la città. Non solo i gomorroidi, padri e figli, ma anche i professionisti del “veloavevodetto”.

La cronaca giudiziaria degli ultimi giorni, in Campania e non solo, mette in evidenza un tessuto di connivenze tra Stato ed anti stato che lascia basiti e sbigottiti. “Denunciate”, dice, ma a chi, se ti assale il dubbio al momento del deposito della denuncia, su chi ci sia veramente dall’altra parte.

La bellezza e la creatività non hanno niente a che vedere con la camorra. La fantasia che possiede come un demone questo popolo e lo allontana dalla omogenizzazione della globalizzazione, non può piegare la testa davanti a quattro animali cresciuti nelle riserve  da edilizia sovietica progettati da architetti e costruita dagli amici degli amici che con la classe politica degli anni 80 mangiavano i milioni, mentre ci abboffavano di caffè.

Prendete la confezione di una super colla, eccolo, il “Super Azzecc”, che con ironia cerca di prendere per culo e per il portafogli un colosso delle multinazionali, non imitandone pedissequamente il formato e la confezione, ma rielaborandolo. Ebbene un popolo che produce siffatta avanguardia contro il conformismo dell’industria globale, che cosa ha in comune con chi vuole trasformarne le strade della periferia in prigioni per i propri abitanti? Perché ancora tace verso uno Stato che ha mandato esercito e blindati a presidiare il nulla? Il popolo del super Azzecc è anarchico, libero non ha niente a che vedere con i manovali ed i macellai eredi di Tore ‘e Criscienzo.

Pure le multinazionali del fast food faticano a trovare collocazione e pubblico tra i vicoli dove impera l’unto della pizza fritta e del cuoppo di mare, nel gusto di un popolo insofferente ad ogni imposizione , capace di partorire fenomeni dell’editoria in grado di fatturare più dell’originale. Da “Cioè”, rivista italiana per adolescenti a cavallo del i 80 e 90, a “Sciuè” fanzine dell’universo neomelodico, che riproponeva in chiave linguistica (e non solo) partenopea la medesima esperienza del settimanale .

I boss delle cerimonie e di Gomorra sono cavie allevate per anni, cresciute per essere funzionali ad un sistema che spara a Napoli e fa affari ad altre latitudini geografiche.

Su questo palcoscenico , investito dai giudizi lombrosiani della platea, un popolo troppo spesso silente e acquiescente, che se ne fotte, addormentato, perso nel proprio egoismo, complice e succube delle opinioni dei sociologi da talk show radiofonico, incapace di innamorarsi e riconoscere se stesso nella genialità….del Super Azzek.

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