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Lino Patruno: “Alta Italia un corno”

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 23 Marzo il giornalista Lino Patruno ponte una interessante riflessione::

Ma al Sud buttano la carta per terra. Anzi evadono anche di più le tasse, dice il governatore veneto Zaia in una trasmissione televisiva. E figuriamoci se il conduttore gli chiede (e si chieda): ma come è possibile che le cifre evase siano più alte dove ci sono più poveri (al Sud) e meno alte dove ci sono più ricchi (al Nord)? Infatti al Sud è più alto il numero degli evasori (evasione di sopravvivenza, disse lo stesso ex presidente dell’Agenzia delle entrate, Befera), ma al Nord è molto più alto l’importo evaso, ciò che conta. Così la carta per terra. Scarso senso civico, senz’altro, anche se bisognerebbe andare a vedere perché. Magari è senso cinico, come precisa il professor Cassano (ora parlamentare): reazione cinica, appunto, a tutto ciò che al Sud manca perché del Sud non importa nulla a nessuno. Ma non per fare “benaltrismo” (c’è sempre ben altro di peggio rispetto a ciò di cui si parla), però anche l’ultimo scandaluccio con tanto di scambio di appalti, di Rolex e di assunzioni con arresti annessi è avvenuto al Centro Nord, dove non si butta la carta per terra.

Ed aggiunge:

Non è una consolazione per nessuno ricordare che da Tangentopoli in poi (Tangentopoli compresa) tutti gli scandali politico-finanziari di questo MalPaese sono avvenuti dove non buttano la carta per terra.

Ricordando poi che non passano certo da Bari, Palermo o Napoli gli tutti gli scandali italiani:

da Expo15 di Milano al Mose di Venezia, dal terremoto dell’Aquila alle grandi opere, passando per certi buchi della celebrata sanità lombarda che se scoperti al Sud sarebbero stati catalogati appunto come solito Sud.

Passando quindi a raccontare lo stato dell’arte per quanto concerne la politica di investimenti (al sottosviluppo) del Goiverno Renzi che, secondo la Svimez::

 copre per il 50 per cento il fabbisogno dei Comuni del Sud e per il 300 per cento quello dei Comuni del Nord. Sei volte di più, mica un’insalata. Così andando le cose, sfido io che la ripresa al Sud non c’è. Le città sono i luoghi in cui oggi si produce il reddito, cioè la ricchezza o la povertà. Il solo 50 per cento del fabbisogno coperto significa meno scuole, meno asili, meno bus, meno assistenza per anziani e disabili, meno case popolari. Anche per questo la gente frustrata butta la carta per terra, non vede attorno a sé la stessa cura che le si chiede.

Senza contare, sempre secondo quanto raccontano la Svimez e la Corte dei Conti che i meridionali pagano più tasse locali, visti i tagli dello Stato centrale che costringe i comuni ad una tassazione maggiore per garantire i servizi necessari oltre che indispensabili. Tutto secondo la fallimentare politica di investire solo su una parte del Paese perchè tràini l’altra.

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4 comments

  1. Dite a patruno che gli scandali del centro nord vedono sempre in prima linea meridionali: da dove viene Incalza? da Bolzano? Questi scandali sono solo l’ennesimo esempio di come i meridionali abbiano occupato l’intero apparato burocratico italiano.

    • Luca dì la verità, pure tu come la Santanchè hai chiesto l’origine del pilota dell’Airbus, vero?

      • No a me non me ne frega nulla..però mi sale il sangue alla testa quando si mistifica la realtà. Si confonde nord con settentrionali e sud con meridionali, facendo finta di non sapere che, così come per la mafia, gli scandali al nord vedono spesso e volentieri protagoniste persone meridionali. Incalza, Acerbo nel caso expo, Marco Milanese per il mose..grandi opere del nord, faccendieri e burocrati del sud. Il razzismo non c’entra nulla..è la realtà.

        • Luca ma non è più semplice e realistico dire che il bene e il male, l’onestà e la disonestà non hanno alcun connotato geografico o genetico? Scandali ci sono pure in Germania per dire…